Motta e Ferrentino rispondono ai Sindaci delle Unioni escluse dai finanziamenti

I Consiglieri Angela Motta e Antonio Ferrentino hanno presentato un ordine del giorno relativo al bando regionale 2015 a sostegno della gestione associata delle funzioni fondamentali dei Comuni. “Secondo la legge regionale n. 11 del 2012 – hanno spiegato Motta e Ferrentino – è prevista la gestione associata di funzioni fondamentali dei Comuni attraverso gli strumenti dell’Unione e della Convenzione; in particolare l’articolo 9 prevede la possibilità per la Regione di erogare contributi a sostegno della gestione associata di funzioni e servizi comunali sulla base di criteri definiti ogni anno dalla Giunta regionale, previo parere della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali. Nel mese di dicembre 2015, con una delibera, la Giunta ha approvato i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi statali “regionalizzati” per l’anno 2015 a sostegno della gestione associata. In attuazione di tale delibera, sempre lo scorso dicembre, è stato approvato il Bando relativo, destinato alle Unioni di Comuni inserite nella Carta delle Forme associative del Piemonte. In particolare, sono stati impegnati 2.711.332,25 euro a favore delle Unioni di Comuni risultanti beneficiarie dei contributi dopo un’istruttoria svolta dagli uffici regionali. A seguito dell’istruttoria è stata poi stilata la graduatoria definitiva dei beneficiari dei contributi, che vede 56 Unioni Collinari e Montane ammesse a contributo, di cui però solo 32 sono state effettivamente finanziate, mentre 24 non potranno al momento ottenere il sostegno economico auspicato. Dal momento che tali forme associative, sia in area collinare che montana, stentano a decollare, e considerate anche le attuali ristrettezze di bilancio, la Regione ha difficoltà a garantire alle forme associative comunali la certezza di finanziamenti pluriennali.
Nei giorni scorsi le 24 Unioni escluse hanno inviato una lettera alla Giunta regionale, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti di ANCI e ANPCI Piemonte per chiedere un confronto urgente sul problema al fine di trovare una “soluzione per colmare la deficienza del Bando 2015”, in quanto il bacino di popolazione delle Unioni escluse ammonta a circa 150.000 abitanti e, pertanto, l’esclusione avrà una ricaduta finanziaria negativa sui Comuni facenti parte di tali unioni. Se da un lato, infatti, è necessario garantire prioritariamente il finanziamento alle Unioni che svolgono numerose e importanti funzioni in forma associata, dall’altro crediamo sia comunque indispensabile integrare risorse in modo tale da evitare di vanificare le finalità della legge n. 11/2012, consentendo a tutte le Unioni di beneficiare del contributo. E’ alla luce di queste ragioni che abbiamo chiesto alla Giunta di  verificare la possibilità di integrare fondi in modo tale da consentire l’effettivo finanziamento delle Unioni di Comuni ammissibili in base ai parametri del Bando regionale 2015, ma non finanziate per carenza di risorse; e di assicurare, almeno per il prossimo triennio, certezza di risorse a favore delle forme associative per consentire alle Unioni una migliore gestione dell’esercizio delle proprie funzioni.
Siamo dunque ben consapevoli delle ragioni che hanno spinto i Comuni esclusi a scrivere, e da parte nostra ribadiamo fortemente l’impegno a reperire le risorse utili allo scorrimento della graduatoria del bando. Vogliamo sottolineare, però, due aspetti: innanzitutto va chiarito che il contributo sulle gestioni associate non è un finanziamento continuativo, ma un normale bando e, come tutti i bandi, purtroppo può capitare essere in graduatoria, ma non venire finanziati una volta terminate le risorse disponibili. Non solo, l’auspicio è che i Comuni credano in maniera più ferma nell’associazionismo, non solo in modo formale o per ottenere maggiori risorse. Ci auguriamo, pertanto, uno sforzo aggiuntivo da parte di quelle Unioni che hanno messo in comune solo due funzioni e, talvolta, neppure fondamentali a creare gestioni associate ‘vere’.
Ricordiamo, infine, che alla fine del mese di giugno il Consiglio Regionale ha approvato il rendiconto 2015 che ha visto un avanzo di amministrazione complessivo di circa 13,6 milioni di euro. Si tratta di una novità estremamente positiva, di un trend ormai consolidato al quale è stato dato un forte impulso soprattutto negli ultimi due anni di questa legislatura, grazie all’approvazione di diverse misure, in particolare la riduzione delle indennità dei Consiglieri e dei fondi destinati al funzionamento dei gruppi. Pertanto, a chi ci accusa di non aver ridotto i costi della politica  rispondiamo con fatti concreti”.