L’Ente parchi di Asti è salvo

L’“Ente parchi e Riserve astigiani” è salvo. Questo è quanto è emerso al termine della seduta odierna del Consiglio Regionale, durante la quale si è votato il DDL 90 che prevedeva una riorganizzazione del sistema parchi del Piemonte e che, se approvato così come presentato, avrebbe comportato l’accorpamento della realtà astigiana con quella torinese “Colline del Po”. Tra le opposizioni avanzate nelle scorse settimane dal Consigliere Angela Motta “innanzitutto la specificità della realtà dell’Ente parchi astigiano che copre un territorio di oltre 1.300 ettari geograficamente omogeneo e che nulla ha a che vedere con la realtà torinese. E poi il museo Paleontologico,  una specificità assoluta, che vanta competenze e capacità accertate e uniche nel panorama regionale.  Un Museo che è stato realizzato grazie al costante e attento monitoraggio del patrimonio paleontologico della Regione Piemonte, con interventi che hanno portato al recupero di fossili importantissimi di milioni di anni fa. Alla luce di questo risultato voglio ringraziare la Giunta e i colleghi per l’appoggio, per aver saputo ascoltare un territorio e per aver considerato l’importanza di mantenere autonomo l’Ente astigiano. L’impegno ora è di valorizzare l’area paleontologica con specifici e successivi accordi con la rete museale torinese, per realizzare un progetto serio di rilancio turistico-culturale del distretto, di valorizzazione e conservazione delle aree protette e di sviluppo delle politiche ambientali”. Proprio in virtù della riconosciuta specificità della riserva astigiana, l’Ente parchi prenderà il nome di “Ente di gestione del Parco paleontologico astigiano”, al quale sono affidati in gestione il Parco naturale di Rocchetta Tanaro, la riserva naturale di Valle Andona, valle Botto e Valle Grande, la riserva naturale della Val Sarmassa e la struttura museale astigiana e dei geositi.