La risposta del Consigliere Angela Motta all’articolo pubblicato martedì 6 ottobre relativo ai problemi di connessione del sistema di Telescuola.

In seguito all’articolo apparso sul numero di martedì scorso, 6 ottobre, de La Nuova Provincia, relativo ai problemi di connessione del progetto di Telescuola per Lorenzo vorrei chiarire alcuni aspetti. Dopo le segnalazioni di mal funzionamento del sistema pervenute dalla famiglia di Lorenzo, sia lo scorso anno che a settembre di quest’anno, ho provveduto a contattare gli uffici competenti per cercare una soluzione al problema. La risposta ottenuta dagli uffici è la seguente: “Il progetto Telescuola è un progetto sperimentale, una sfida che abbiamo voluto raccogliere insieme agli altri attori coinvolti: la famiglia, la scuola, le altre istituzioni (ASL, Comune, UST) e in ultimo il Laboratorio ICT di Regione Piemonte che, con il supporto tecnologico del CSP, ha coordinato gli attori e le iniziative volte a realizzarlo. Trattandosi di una sperimentazione, l’intento è stato quello di realizzare un modello, eventualmente replicabile sul territorio regionale per altre situazioni assimilabili, volto alla totale inclusione scolastica, in alternativa ai servizi di scuola domiciliare con i suoi limiti. In quanto sperimentazione, si era consapevoli di dover affrontare delle criticità, ma questo era insito nella costruzione del modello stesso e, seppur con tempi di risoluzione diversi in relazione alle criticità, non ci si è mai sottratti al puntuale e immediato intervento per il loro superamento. Apprese le criticità relative alla connessione tra la scuola e l’abitazione di Lorenzo, abbiamo provveduto a contattare il fornitore dei servizi di rete ed il volontario che, in assenza di figura specifica competente nell’organico scolastico dell’Istituto comprensivo di Villafranca d’Asti, collabora con la scuola e con la famiglia, al fine di ottimizzare il sistema nel suo complesso, ricercando soluzioni easy to use in grado di facilitare quanto più possibile l’uso dell’infrastruttura, il cui grado di complessità è sufficientemente elevato e, forse, non facilmente fruibile sia da parte degli operatori della scuola che dalla famiglia. Vale la pena sottolineare che lo stesso progetto ormai attivo da 4 anni che riguarda Martina, riscuote esiti ampiamente soddisfacenti, così come testimoniato sia dalla famiglia che dalla scuola, nonostante si presentino, seppur con minore frequenza, alcune criticità”. “Il mio impegno – conclude Motta – è di lavorare con il settore competente per discutere di possibili azioni da intraprendere in futuro a vantaggio dei ragazzi.”