La Regione Piemonte risponde al Comune di Nizza sul mancato finanziamento per la pedonalizzazione di Via Corsi.

Ferrero e Motta: “La politica non serve a modificare le graduatorie nei bandi pubblici”.

In relazione all’articolo pubblicato ieri, mercoledì 29 luglio, inerente il mancato finanziamento regionale dal Comune di Nizza Monferrato, Claudio Marocco, dirigente del settore competente riferisce quanto segue: “il bando regionale di finanziamento dei Programmi di qualificazione urbana – Percorsi urbani del commercio (Misura 5) ha visto la partecipazione di 50 Comuni piemontesi e tra questi il Comune di Nizza Monferrato. Il progetto di Nizza è stato valutato meritevole di finanziamento e si è collocato al 37° posto della graduatoria finale (assunta con DD n. 467 del 14/07/2015). Le risorse a disposizione hanno permesso di finanziare soltanto 11 progetti sui 50 presentati. La valutazione dei progetti viene effettuata sulla base dei criteri posti dalla deliberazione di riferimento (in questo caso la DGR n. 20-587 del 18/11/2014) nonché della determinazione dirigenziale attuativa del bando (DD n. 814 del 26/11/2014).  L’importo ammissibile al finanziamento regionale è stato stralciato della quota relativa al rifacimento della fognatura, ma tale stralcio non ha assolutamente inciso né sul punteggio finale né sulla valutazione complessiva del progetto. Il comune di Nizza – prosegue Marocco – è stato ricevuto dagli uffici nella fase preliminare di messa a punto del progetto e ha ricevuto le indicazioni di massima fornite a tutti i comuni richiedenti. L’ufficio, nei colloqui con le amministrazioni locali, non effettua né pre-istruttorie né si pronuncia sulle scelte di intervento che faranno poi parte integrante del progetto. La valutazione dei progetti avviene sia sugli aspetti “tecnici” relativi all’opera pubblica presentata, sia su quelli “programmatici” contenuti nella relazione allegata al progetto definitivo. La composizione del punteggio finale deriva dalla sommatoria di valutazioni “oggettive” (es. 3 punti in più per i comuni che non hanno mai ricevuto nessun finanziamento) e oggettive/soggettive nella valutazione del progetto e del documento programmatico, verificando la presenza delle informazioni richieste nel bando. Per Nizza, in particolare, ha giocato sfavorevolmente il fatto di essere già stato finanziato in passato per misure analoghe (non ha potuto avvalersi dei 3 punti in più). Inoltre, a fronte di un progetto tecnicamente sostenibile, è risultato debole il piano strategico che, sulla base delle informazioni e degli elementi presentati nell’analisi, non definisce in maniera chiara ed esaustiva gli obiettivi strategici, le misure e gli interventi che si ritiene siano prioritari, le strategie che si intendono perseguire, i soggetti che, oltre all’amministrazione comunale, verranno coinvolti nel piano di valorizzazione, gli interventi strutturali e immateriali, accompagnati dall’indicazione delle risorse necessarie e dei tempi di realizzazione preventivabili”. “Alla luce di quanto riferito dal Dott. Claudio Marocco – commentano l’Assessore Giorgio Ferrero e il Consigliere Angela Motta –  ribadiamo che poiché il finanziamento era legato ad un bando, la cui istruttoria è demandata, come sempre, strettamente agli uffici competenti, prendiamo le distanze da un’idea di politica che pensa ancora che gli amministratori eletti servano per intervenire a truccare i bandi pubblici a favore di amici o compagni di partito”.