IL CONSIGLIERE MOTTA INTERVIENE ALL’INCOTRO SULLA RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE ASSISTENZIALE

Le Regione è impegnata nella realizzazione di un Piano di riorganizzazione della rete di assistenza territoriale, che verrà concluso solo al termine di una consultazione con tutti gli attori interessati a livello locale. Ad Asti ne discuteremo mercoledì con l’Assessore Saitta.
Crediamo che l’assistenza territoriale abbia una rilevanza strategica e che la sua riorganizzazione serva a rafforzare i legami tra ospedali e territorio e consenta di avere un sistema sanitario regionale sostenibile. Per raggiungere l’obiettivo è importante un percorso di attivazione delle aggregazioni funzionali, le cosiddette AFT, e delle unità complesse di cure primarie, deputate proprio ad erogare servizi di assistenza primaria in un’ottica di complementarità con le strutture ospedaliere e  di incremento della capacità di prendere in carico il cittadino assistito.
Due sono i protagonisti di questo progetto: da un lato i medici di medicina generale, i pediatri e anche le farmacie, per i quali c’è la necessità di sburocratizzare il lavoro e di definire con recisione ruoli e responsabilità. Non solo, è proprio nel rapporto medico-paziente che troviamo la risposta ai ricoveri impropri e ai consumi sanitari eccessivi. Un dato che ci fa riflettere: solo nel 2013 ben il 90.53% degli accessi in pronto soccorso erano costituiti da codici bianchi e verdi. Ciò mette in luce l’inappropriatezza del sistema territoriale, perché queste sono persone che non hanno trovato una risposta sul territorio, anche se spesso esistente.
Il secondo protagonista è il Distretto sanitario che dovrà diventare un distretto “della salute e della coesione sociale”. Dovrà cioè assicurare l’accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie e sociali ad elevata integrazione sanitaria in modo da prendere in carico il paziente in maniera globale, e non essere più soltanto semplice articolazione amministrativa dell’Asl. Al Distretto dovranno far riferimento anche le istituzioni che hanno responsabilità dei servizi sociali, il mondo del volontariato e del terzo settore per costruire un modello forte ed omogeneo per la gestione dei servizi ad integrazione socio-sanitaria. Pertanto sarà fondamentale che il Direttore del distretto  venga scelto tra figure altamente competenti e che il distretto abbia un budget certo e definito.Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, la Regione sta lavorando all’elaborazione del Patto per sociale, un documento che verte su 4 ambiti strategici per il welfare del Piemonte: integrazione socio-sanitaria, lotta alla povertà, politiche di sostegno alla responsabilità genitoriale sportelli di accesso alla rete dei servizi. Per quanto riguarda il settore socio-sanitario, il punto centrale sarà la non autosufficienza intesa secondo 4 settori di intervento: anziani, disabili, pazienti psichiatrici e autismo. L’obiettivo è di costruire un quadro normativo e di programmazione che agevoli il lavoro degli enti territoriali.
Una sfida importante che pretende di far diventare la rete territoriale autorevole come l’ospedale, tenendo presente l’obiettivo primario, ovvero la salute dei cittadini. Questa sarà l’unica risposta ai ricoveri inappropriati, ai pronto soccorso intasati e ai bisogni della cronicità.