Il Consigliere Angela Motta alla Giunta: “Basta con la politica del carciofo”

Il Consigliere Angela Motta è intervenuta martedì scorso durante la seduta del Consiglio in merito al Ddl in discussione in queste settimane sul “Riordino del sistema di gestione delle aree protette”. “Il disegno di legge – spiega Motta – non è che l’ultimo atto che porterebbe ad un inesorabile depauperamento di servizi attivi nella provincia di Asti. E ciò avviene proprio in un momento in cui, più che mai, questa Provincia avrebbe bisogno di sostegno e aiuto. L’Ente parchi astigiano negli ultimi anni ha sviluppato una progettualità autonoma sulle tematiche paleontologiche connesse allo sviluppo del Museo. Alla luce di ciò ci aspettavamo un progetto di rilancio turistico-culturale del distretto paleontologico, una valorizzazione e conservazione delle aree protette, uno sviluppo delle politiche ambientali, mentre invece ci ritroviamo di fronte ad un accorpamento con la realtà delle Colline del Po, che già chiaramente ha espresso il suo disappunto per incompatibilità tra le aree naturali. Il nostro Museo verrebbe accorpato con quello di Scienze Naturali che al momento è chiuso e, comunque, non è mai stato esempio di eccellenza ed efficienza. Dopo il ridimensionamento dell’ospedale Cardinal Massaia, la chiusura del cantiere della Valle Belbo, dopo l’Atc, l’Arpa, l’Ufficio provinciale dei Lavori pubblici e l’Ufficio Scolastico provinciale, ora si mette mano anche all’Ente parchi. La sensazione, che è anche la mia preoccupazione, è che la Regione si comporti come se Asti fosse già accorpata ad Alessandria. Il mio appello alla Giunta è di avere più coraggio e una visione d’insieme che al momento manca. Per questo dico no ad una politica ‘del carciofo’, che foglia dopo foglia sta spogliando un territorio di ogni servizio senza alcuna compensazione, perché non possiamo considerare una contropartita equa la decisione di creare un campo profughi a Castello d’Annone. La nostra Provincia – conclude – ha bisogno di politiche di sviluppo, sociali, culturali e ambientali forti che le consentano di ripartire.