Esame testo unificato delle proposte di legge n. 40 e n. 64 inerenti a “Modifiche alla legge regionale 7 aprile 2009, n. 11 ‘Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico del Piemonte'”

Interventi dell’oratore MOTTA Angela della seduta n. 179 del 18/10/2016

MOTTA Angela, relatrice

Grazie, Presidente e colleghi.

Cercherò di illustrare in maniera sintetica quello che è successo in questi anni.

Partiamo dall’aprile 2009, con l’approvazione della legge regionale n. 11, che aveva come oggetto la tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio linguistico del Piemonte. Questa legge era nata dopo un ampio e approfondito dibattito e sostituiva la legge regionale n. 26/1990.

L’intenzione nostra era quella di dare un segnale molto più forte e di maggiore attenzione da parte di tutto il Consiglio regionale sulla tutela della specificità piemontese, anche in seguito al mutamento che, nel frattempo, lo Statuto della Regione Piemonte aveva subito.

Il nostro intendimento era finalizzato a richiamare, con maggior forza, il riconoscimento di un’identità regionale non esclusivamente culturale, documentale e storica, ma anche linguistica e idiomatica. Pertanto, proprio l’articolo 1 di quella legge (parliamo della legge n. 11/2009) apriva il testo normativo attraverso una fortissima affermazione di un principio programmatico stabilendo, nell’ambito delle finalità, la tutela e la valorizzazione della lingua piemontese, oltre che del patrimonio linguistico e culturale del Piemonte, nonché delle minoranze occitana, franco-provenzale e walser.

Allo stesso modo, il concetto di lingua piemontese ricorreva in altri punti dell’articolato legislativo per ribadire un segnale riconoscimento da tutti condiviso come meritevole di accoglimento.

A seguito di questo iter e, quindi, dell’approvazione di questa legge, la Corte Costituzionale però, intervenendo sul merito con una sentenza del 13 maggio 2010, n. 170, dichiarava l’illegittimità dell’articolo 1 della legge regionale in questione limitatamente alle parole “lingua piemontese”. Naturalmente, analoga censura di costituzionalità riguardava anche tutte le altre parti dell’articolato che contenevano lo stesso riferimento a “lingua piemontese”.

Non intendo dilungarmi sul passato, però ci tenevo a fare questa premessa per farvi conoscere i motivi per cui oggi siamo arrivati a questo testo condiviso. Nel corso di questa legislatura abbiamo maturato una convinzione, quella che fosse necessario affrontare i problemi che la Corte Costituzionale aveva portato avanti e fatto rilevare con quella sentenza e, se possibile, costituire un gruppo di lavoro che potesse arrivare a modifiche condivise.

Questo gruppo c’è stato e ha lavorato. Al riguardo, ringrazio tutti i colleghi che hanno voluto partecipare per arrivare ad un lavoro proficuo e condiviso, partendo naturalmente dalle proposte di legge esistenti e arrivando ad un testo – quello che è in discussione oggi – che cerca di rendere coerente l’impianto legislativo al volere costituzionale, naturalmente salvaguardandone l’impianto e la dotazione finanziaria, ma certamente mantenendo quelle finalità che già dal 2009 avevamo cercato di mettere in atto e di trasformare in legge della Regione Piemonte. Quindi una tutela maggiore, una valorizzazione più forte e una promozione del patrimonio linguistico del Piemonte.

Credo che il lavoro compiuto sia stato soddisfacente e mi auguro che questo testo possa essere largamente condiviso e possa arrivare all’approvazione dell’Aula.

Grazie.

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Esame testo unificato delle proposte di legge n. 40 e n. 64, inerente a “Modifiche alla legge regionale 7 aprile 2009, n. 11 ‘Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico del Piemonte‘” (seguito)

ARTICOLO 9

Emendamento rubricato n. 1) presentato dal Consigliere Grimaldi:

“L’articolo 9 del testo unificato delle pdln. 40 e 64 è abrogato”.

MOTTA Angela

Per cercare di arrivare ad un accordo, poiché questo articolo aveva creato qualche contrarietà già in sede di Commissione, abbiamo pensato di sostituire l’articolo 9 (Feste del Piemonte) con: “Articolo 9 (Festa del Piemonte). La Consulta, di cui all’articolo 7, riconosce come ‘festa del Piemonte’ le ricorrenze che favoriscono la conoscenza della storia del Piemonte, ne illustrano i valori di cultura, di costume, di civismo e di valorizzazione del patrimonio linguistico-culturale”.

Se questo emendamento può superare il problema di quando stabilire la festa e deciderlo in legge, demandiamo – come diceva il Consigliere Allemano – alla Consulta di decidere come riconoscere queste feste.

Grazie.