Esame disegno di legge n. 90, inerente a “Riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e nuove norme in materia di Sacri Monti. Modifica alla legga regionale 29 giugno 2009 n. 19 (Testo Unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”

MOTTA Angela

Grazie, Presidente.
Provo a vedere se quest’Aula un po’ sonnolenta magari si degna di attenzione.
Assessore, questo disegno di legge è l’ultimo di una serie inesorabile che sta portando ad un depauperamento dei servizi della provincia di Asti, proprio in un momento in cui questa provincia, invece, necessiterebbe di sostegno e di aiuto anche da parte della Regione.
Negli ultimi anni, l’Ente Parchi Astigiani ha sviluppato una progettualità e un’autonomia sulle tematiche paleontologiche, che sono connesse anche all’espansione del museo, che è collegato, ampiamente riconosciute anche dalla Regione Piemonte. Quindi, ci aspettavamo un rilancio turistico e culturale del distretto paleontologico; ci aspettavamo una valorizzazione e conservazione delle aree protette; ci aspettavamo uno sviluppo delle politiche ambientali. Invece assistiamo ad un accorpamento con le Colline del Po.
Ricordo che in audizione il Presidente ha detto palesemente che non ci volevano, perché non c’era compatibilità tra le due Aree naturali. E quindi stiamo facendo un matrimonio combinato, in cui i futuri coniugi non si vogliono sposare…
Anche per quanto riguarda il Museo paleontologico è previsto un accorpamento con il Museo di Scienze naturali; peccato che al momento quest’ultimo sia chiuso e che, pure quand’è aperto, non abbia certo brillato per efficienza: ricordiamo anzi – ed è stato palese durante la visita che i colleghi hanno fatto – che la sua caratteristica è quella di avere più materiale chiuso nelle casse in deposito, piuttosto che in esposizione; questo ci preoccupa molto per la gestione futura e per il futuro stesso del Museo astigiano.
Siamo certi che tutto questo non porterà alcun risparmio e siamo certi, invece, che porterà grande confusione nella gestione; e sicuramente non aiuterà e non valorizzerà né il Museo né l’Area naturale né il territorio astigiano.
Quindi, colleghi, dopo il ridimensionamento dell’Ospedale di Asti con la probabile perdita di cinque reparti, con la chiusura del cantiere della Valle Belbo che getta un’ombra sulla speranza di avere un ospedale sul Sud Artigiano e dopo gli accorpamenti che abbiamo visto e che vedremo – l’Ufficio scolastico provinciale, l’ATC e l’ARPA -, interviene adesso anche quello dei Parchi. E’ stato stoppato, per il momento, l’accorpamento con l’ATL, ma naturalmente non ci illudiamo che questo, nei prossimi mesi, non avvenga.
Ecco, la preoccupazione, quindi, è quella che la Giunta e gli Uffici regionali stiano ragionando come quel funzionario del Settore turismo che, durante una riunione alla presenza dell’Assessore Parigi e dei colleghi Ravetti e Allemano, ci spiegò, a proposito di un documento in cui non era inserita la Provincia di Asti, che la Provincia di Asti non esisteva più perché era stata accorpata dal Decreto Delrio. In quell’occasione c’era ancora Fabrizio Brignolo Presidente della Provincia e io chiesi a quel funzionario se l’avrebbe spiegato lui, al Presidente, di essere stato eletto illegittimamente e che la Provincia non esisteva più…
Allora, ci sembra che voi stiate ragionando come se quella Provincia non esista più, come se quella Provincia sia già stata accorpata con quella di Alessandria.

(Brusio in aula)

PRESIDENTE

Chiedo scusa: domando attenzione per consentire alla collega Motta di poter proseguire il suo intervento. Grazie.

MOTTA Angela

No, ma io non voglio neanche essere ascoltata: il mio intervento rimane a verbale. Io non ho questa pretesa; d’altra parte, non mi hanno ascoltata in tutto questo anno e non pretendo di venir ascoltata oggi.
Vorrei proprio approfittare di quest’occasione per ribadire che la Provincia di Asti esiste e che necessita di attenzione e di sostegno. E quindi anche io vi chiedo più coraggio e di avere una visione d’insieme, che al momento mi sembra mancare. Abbiamo bisogno di una politica globale e non della politica che state facendo, che è quella del “carciofo”, che – foglia dopo foglia – sta spogliando un territorio di ogni servizio, senza compensazioni. Anzi, l’unica compensazione che sembra arrivare è quella, forse, di un hub a Castello di Annone per i profughi. E questo certamente il territorio non lo può accettare. Questo territorio ha bisogno di politiche di sviluppo, ha bisogno di politiche sociali, culturali e ambientali forti per poter ripartire e per non essere più agli onori delle cronache solo per i fatti di sangue.
Parlando stamattina con il mio Capogruppo Gariglio, gli ho detto che forse, alla fine del dibattito, avrei potuto non votare questo provvedimento; ma naturalmente mi adeguo alle sue volontà: ha cercato di convincermi ad aspettare almeno una risposta da parte della Giunta, prima di decidere cosa fare e come esprimermi nel voto. La cosa certa è che oggi Davide non batterà Golia. Il mio voto, sia in un caso sia in un altro, non cambierà le sorti di questo provvedimento, però naturalmente – lo dico come battuta perché i colleghi sanno che non augurerei mai agli otto Consiglieri torinesi di decadere – se per caso un giorno questa Giunta si dovesse basare solo su un voto di maggioranza, si ricordi del mio intervento…

(Applausi provenienti dai banchi riservati ai Gruppi consiliari di opposizione)

MOTTA Angela

A parte le battute, mi auguro veramente dei segnali di cambiamento.
Abbiamo bisogno di attenzione…

(Commenti in aula)

PRESIDENTE

Chiedo scusa: domando silenzio all’Aula.
Prego, Consigliera Motta.

MOTTA Angela

Non sto parlando per me: sto parlando per un territorio, che – ripeto – ha bisogno di attenzione e di sostegno; e ha bisogno che questo avvenga già da oggi.
Grazie.