Dichiarazione di Angela Motta sul voto di domenica 4 dicembre

Il 42,4% dei votanti della Provincia di Asti ha detto SI al progetto di riforma costituzionale votato dal Parlamento: un numero superiore alla media nazionale, ma nel complesso non sufficiente per l’approvazione della riforma. Di conseguenza, il Governo Renzi, che aveva ottenuto la fiducia del Parlamento con il mandato di modernizzare il nostro assetto istituzionale, doverosamente chiude la propria esperienza, con profonda dignità.
Abbiamo creduto in un disegno che vedesse il superamento del bicameralismo paritario, che assicurasse la stabilità degli esecutivi, che riducesse i costi di funzionamento delle istituzioni pubbliche, che vedesse una più corretta ripartizione del potere legislativo tra Stato e Regioni, tutte cose di cui la politica discute da oltre 30 anni e che tutti i Governi che si sono succeduti  hanno ritenuto necessarie. Non siamo però riusciti ad ottenere il consenso del popolo, che è sovrano e le cui decisioni vanno rispettate. Il referendum, da un voto sulla riforma, si è progressivamente trasformato in un giudizio sull’attività del Governo in carica e su questioni politiche che nulla avevano a che fare con i quesiti referendari. Le stesse motivazioni che abbiamo letto, da parte di molti esponenti politici astigiani a sostegno del No, hanno confermato questa tendenza.
Restano l’amarezza e la convinzione che sarà estremamente improbabile che l’Italia possa riformare le proprie istituzioni almeno per i prossimi anni. Come ha detto Matteo Renzi: “Fare politica andando contro qualcuno è molto facile, fare politica per qualcosa è più difficile, ma più bello”. Poiché come PD siamo la forza di maggioranza relativa nei due rami del Parlamento, abbiamo l’onere di garantire che venga approvata la legge di stabilità e che proseguano gli interventi a favore delle popolazioni colpite dai terremoti e dall’alluvione. Si torni però al più presto a dare voce agli elettori, che si devono esprimere per indicare chi debba guidare questo Paese nei prossimi cinque anni. Non si ripetano le esperienze di anni di governi tecnici o di grandi coalizioni, dove non si sa mai chi decide e dove nessuno è responsabile.
Vorrei, infine, ringraziare tutti i componenti e gli amici del Comitato “Asti per il Si” per il lavoro fatto in questi mesi con banchetti, incontri, eventi e dibattiti.