Presentato stamattina il concorso “LiberaMente…Anna” la libertà raccontata dai ragazzi

E’ stata presentata questa mattina in occasione di una conferenza stampa, la prima edizione del concorso rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie astigiane di primo e secondo grado “LiberaMente…Anna”la libertà raccontata dai ragazzi. In particolare, l’iniziativa promossa dal Consigliere Angela Motta, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Territoriale, del Comune di Asti e della Provincia, mira a mantenere vivo il ricordo di Anna Vigazzola attraverso ciò che di più lei ha amato e per la quale si è dedicata, ovvero la scuola e i suoi ragazzi. “Chi ha avuto la fortuna di incontrare Anna – ha spiegato Angela Motta – la ricorda per il suo impegno non solo come insegnate, ma anche politico, amministrativo, sociale, per la sua simpatia, la sua intelligenza e il suo sorriso denso di curiosità e disponibilità. Il progetto ha l’obiettivo di far conoscere le tante anime e la personalità poliedrica di Anna, di mantenerne il ricordo invitando i giovani a riflettere e ad esprimere, secondo le proprie emozioni, il concetto di libertà che è stato alla base della vita di Anna”. Il concorso  prevede per le classi prime di primo e secondo grado la realizzazione di un elaborato artistico, libero a tutte le tecniche; per le classi seconde un testo letterario di diversa tipologia, poesia, canzone, saggio, articolo; infine, per le classi terze, un elaborato audiovisivo. I lavori che parteciperanno al concorso verranno selezionati da ciascuna scuola e poi giudicati da una commissione composta dai membri della famiglia Vigazzola, dal Dirigente U.S.T. Franco Calcagno, da esperti del settore e dall’Arch. Antonio Guarente, autore del logo dell’iniziativa. Alle classi vincitrici verrà destinata una borsa di studio del valore di 500 euro, più un premio speciale messo in palio dall’associazione “Adesso Liberamente” e destinato all’elaborato che più risulterà coerente con la figura di Anna e con il messaggio che ha contribuito a diffondere con la sua vita e la sua attività di insegnante.

I Consiglieri Motta e Barazzotto in difesa delle Prefettura, Questura, Comando dei Carabinieri e Vigili del Fuoco

Il Consigliere Angela Motta e il Consigliere Vittorio Barazzotto, in qualità di cofirmatario, hanno presentato un ordine del giorno con il quale si chiede alla Giunta di sollecitare il Governo e il Parlamento affinché la prevista riorganizzazione del Ministero dell’Interno, che comporta la riduzione delle Prefetture da 103 a 80, sia rivalutata sulla base di un’equa e razionale distribuzione della presenza dello Stato su tutto il territorio regionale. “L’obiettivo – ha spiegato Angela Motta – è di consentire il mantenimento delle Questure e dei Comandi dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco per una efficace gestione della sicurezza in tutte le province. La Prefettura, infatti, assicura funzioni chiave in materia di difesa civile, di salvaguardia della sicurezza dello Stato e dell’incolumità dei cittadini, ma anche importanti compiti nell’ambito della protezione civile per assicurare la tutela dell’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni da calamità naturali. La soppressione della Prefettura comporterebbe il venir meno anche della Questura e dei Comandi di Carabinieri e Vigili del fuoco, con un conseguente grave danno alla gestione della sicurezza del territorio e dei suoi cittadini. Al contrario, anche alla luce dei fatti di cronaca che hanno purtroppo interessato la nostra città negli ultimi mesi, l’attuale rete di gestione della sicurezza andrebbe non solo mantenuta ma potenziata. Se è chiaro e comprensibile che le riforme istituzionali in corso nei vari livelli, da quello statale a quello regionale, inevitabilmente comportano l’accentramento di funzioni in sedi ritenute prioritarie e che questo processo è dettato da una reale esigenza di razionalizzazione della spesa pubblica, è altresì vero che tale processo può produrre l’impoverimento di quei territori che perdono funzioni e presidi e, in questo senso, credo che Asti, negli ultimi anni, abbia già subito la perdita di numerosi servizi a favore di territori limitrofi”. Opinione condivisa nel testo del documento anche dal Consigliere Barazzotto, che sottolinea come anche in Provincia di Biella vi siano dinamiche comparabili con l’Astigiano e nello specifico aggiunge: Il Biellese sta assistendo ad un rapido depauperamento dei servizi, spesso inteso in logica di “semplificazione di quadrante”, provocato da fusioni ed accorpamenti di strutture ed enti senza però che gli stessi vengano equamente condivisi dal punto di vista del riparto.  E già si tratta di un territorio storicamente penalizzato, risultando oggi l’unica provincia piemontese che non dispone di un collegamento autostradale diretto e con collegamenti ferroviari insufficienti sia verso Santhià (Torino) sia verso Novara (Milano). Aspetti che da soli sarebbero già sufficienti a favorire un atavico isolamento che l’ulteriore allontanamento di un presidio dello Stato contribuirebbe ad aumentare”. E poi conclude: “Il Biellese è un territorio ampio e morfologicamente variegato, con molti piccoli centri urbani situati in località montane, così come in pianura, già piuttosto distanti dalla città capoluogo. La prolungata e tutt’altro che scongiurata emergenza nella gestione dei profughi richiedenti asilo rende, dunque, ancora più importante la presenza sul territorio biellese di una sede della Prefettura”.

A fronte di tali istanze, entrambi i Consiglieri chiedono alla Giunta Chiamparino “l’intervento affinché questo processo di razionalizzazione venga ripensato in modo da consentire, un efficace coordinamento con le attività svolte dalla Questura nel controllo del territorio e nel contrasto alla microcriminalità”.

La Conferenza dei Sindaci richiede alla Regione il Distretto per la città di Asti

Gli incontri e gli accordi fatti in questi mesi a proposito dell’ipotesi di un ridimensionamento del nostro ospedale hanno portato, oltre ai numerosi reparti già assodati (Radioterapia, Gastroenterologia, Chirurgia vascolare, Centro trasfusionale e Geriatria), anche alla conferma di Diabetologia come SOC territoriale, di Malattie Infettive che rimarrà ad Asti sempre come SOC e di Chirurgia maxillo-facciale come struttura di dipartimento. Per ciò che riguarda Dietologia, Dermatologia e Pneumologia esse passeranno da strutture complesse a strutture semplici, continuando ad offrire i servizi ai cittadini. La medicina 2, invece, sarà unita alla 1 senza perdita di posti letto né di servizi resi. Anche se tale soluzione non ci soddisfa pienamente, l’auspicio è che i rapporti tra le Asl di Asti e di Alessandria siano tali da garantire ad Asti i reparti di cui l’ospedale di Alessandria non dispone o non vi eccelle. Non solo, siamo convinti che nel corso del 2016 riusciremo ad uscire dal “Piano di rientro” che attualmente sta vincolando e limitando la programmazione e le funzioni della Regione, costringendoci a razionalizzazioni e tagli.
A seguito degli ultimi due incontri con la Conferenza dei Sindaci è stato chiesto alla direzione dell’Asl At di presentare un Piano di rete territoriale con un Distretto aggiuntivo, quello della città di Asti, chiedendo all’assessorato la deroga sugli abitanti. Richiesta che ci aspettiamo venga accolta dalla Regione poiché la popolazione astigiana si avvicina al criterio degli 80 mila abitanti previsto dalle linee guida dell’assessorato regionale. Questa proposta rispecchia la filosofia con la quale è stato redatto il Piano territoriale, ovvero di dare forza ai territori attraverso i Distretti e al ruolo di coordinamento con i medici di famiglia. Poter contare, quindi, su due Distretti dotati di budget autonomi, infatti, consente di rispondere al meglio ai bisogni e alle esigenze dei cittadini.
Ci stupiscono le dichiarazioni fatte nei giorni scorsi da alcuni esponenti della Lega Nord che ci accusano di voler ridurre Asti ad una “Provincia spazzatura”. Ci stupiscono perché ci chiediamo dov’erano questi politici quando la Giunta Cota creava un buco di 5,2 miliardi di euro, certificati dalla Corte dei Conti, portando la sanità regionale e, non solo, al dissesto. Ci chiediamo anche come mai non siano stati in grado di garantire il mantenimento dei 160 milioni di euro destinati all’edilizia sanitaria che avrebbero consentito a questa amministrazione di portare avanti il contratto per la realizzazione dei lavori dell’Ospedale Valle Belbo. E ci stupiscono anche le dichiarazioni di altri illustri esponenti del centro destra astigiano che oggi criticano le manovre della Giunta Chiamparino e ci chiediamo perché non siano intervenuti quando la nostra Provincia veniva abbandonata nelle mani di commissari che, per forza di cose, l’hanno resa più debole.
La grande responsabilità con cui la Giunta attuale sta cercando di risollevare la Regione Piemonte passa anche dall’assunzione di scelte difficili e impopolari, che però, negli anni a venire, porteranno ai risultati sperati e ridaranno al Piemonte il ruolo di Regione forte del Nord Italia.

“Consumo critico e ricette gustose”. Alla Douja d’Or ne parleranno Lo Chef Ugo Alciati e il Consigliere Angela Motta

Lunedì 14 settembre la Douja d’Or ospiterà l’incontro-dibattito organizzato dal Consigliere Angela Motta con lo Chef Ugo Alciati  per discutere della legge contro lo spreco alimentare e il recupero dei beni invenduti approvata lo scorso luglio e consegnata dal Consigliere al Santo Padre la scorsa settimana. Il provvedimento, di cui Angela Motta è prima firmataria, promuove interventi di recupero e valorizzazione di beni invenduti, prevalentemente alimentari, con fini economici, sociali e ambientali. Essa prevede lo stanziamento di 500 mila euro per l’anno 2015 da investire in attività a sostegno delle fasce più deboli della popolazione e, dunque, più esposte al rischio di impoverimento. Lo Chef Ugo Alciati sarà protagonista di un “Cooking Show”, durante il quale ci svelerà alcuni segreti per dimostrare quanto è semplice preparare ricette gustose senza sprechi.

img924

Il Consigliere Motta dal Santo Padre per consegnare la legge contro lo spreco alimentare

In occasione dell’udienza generale del Santo Padre di mercoledì scorso 2 settembre, il Consigliere Angela Motta ha incontrato e consegnato a Papa Francesco il testo di legge contro lo spreco alimentare approvata dal Consiglio regionale lo scorso 15 luglio. Il provvedimento, di cui il Consigliere Motta è prima firmataria, promuove interventi di recupero e valorizzazione di beni invenduti, prevalentemente alimentari, con fini economici, sociali e ambientali. Essa prevede lo stanziamento di 500 mila euro per l’anno 2015 da investire in attività a sostegno delle fasce più deboli della popolazione e, dunque, più esposte al rischio di impoverimento. Un altro aspetto importante da non sottovalutare è la ricaduta che tali interventi possono avere  in favore di una riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti. “Consegnare il testo di legge contro lo spreco alimentare e il recupero dei beni invenduti a Padre Francesco – ha commentato Angela Motta – è stata l’occasione per ribadire il mio impegno e quello della Regione a favore del sociale e della promozione di azioni concrete di contrasto alla povertà. E’ stata inoltre una grandissima emozione personale poter parlare direttamente con il Santo Padre che ha apprezzato l’iniziativa e ci ha invitati a proseguire su questa strada. Ricevendo i doni portati dal Piemonte, ha ricordato come la nostra terra e la nostra Provincia a cui lui si è detto molto legato, è ricca di cose buone e di buone azioni”. Insieme alla legge, sono stati consegnati al Papa un libro sul Piemonte, il documentario realizzato dall’Assessorato all’agricoltura sull’allevamento della razza piemontese e il volume di ricette astigiane illustrato con le vignette dell’Architetto Antonio Guarene.

img924 img925

La Giunta Regionale approva il Patto regionale verticale

In attuazione della Legge di stabilità 2015, durante la seduta odierna della Giunta Regionale, è stato predisposto il secondo riparto del cosiddetto Patto regionale verticale incentivato, che consente di liberare spazi finanziari a favore degli enti locali per il pagamento di fatture commerciali giacenti e relative ad investimenti già effettuati pur restando nel Patto di stabilità. Com’è noto, infatti, i Comuni con popolazione superiore ai 1000 abitanti sono soggetti al vincolo del patto di stabilità che limita la possibilità di investimenti a rigide regole di bilancio e grazie a questo fondo “virtuale” possono effettuare operazioni sforando il patto.
Per quanto riguarda l’Astigiano, la cifra che verrà ripartita ammonta a 4 milioni 267 mila euro, di cui 251 mila destinati alla Provincia e il resto ai Comuni. In particolare, i Comuni interessati dal riparto sono: Agliano Terme 194 mila euro; Asti 966 mila euro; Baldichieri 63 mila euro; Buttigliera 41 mila euro; Calosso 202 mila euro; Canelli 464 mila euro; Castagnole delle Lanze 17 mila euro; Castagnole Monferrato 102 mila euro; Castello di Annone 111 mila euro; Cisterna 139 mila euro; Cocconato 32 mila euro; Costigliole 152 mila euro; Isola 49 mila euro; Mombaruzzo 97 mila euro; Mombercelli 41 mila euro; Moncalvo 49 mila euro; Montechiaro 107 mila euro; Montiglio 184 mila euro; Nizza 105 mila euro; Rocchetta Tanaro 225 mila euro; San Damiano 171 mila euro; Tigliole 33 mila euro; Villafranca 25 mila euro e Villanova 202 mila euro.

Approvata in sede legislativa una legge a sostegno delle imprese che hanno subito danni da calamità naturali

E’ stata approvata oggi in Commissione Lavori pubblici una legge che indennizza le imprese piemontesi rispetto ai danni alluvionali del 2014, al fine di sostenere il recupero delle attività produttive. Si è arrivati all’approvazione di questa legge dopo uno studio approfondito fatto da un gruppo di lavoro composto dai Consiglieri regionali Angela Motta, Elvio Rostagno, Giovanni Corgnati, Paolo Mighetti, Massimo Berutti e Marco Grimaldi. Lo stanziamento previsto dalla legge, per il biennio 2016 -2017, è di 4 milioni di euro all’anno inseriti in un Fondo, tramite Finpiemonte, il cui utilizzo dovrà essere disciplinato dalla Giunta regionale entro 60 giorni dall’approvazione della legge. “Con questa norma – precisa Angela Motta, relatrice di maggioranza della legge – si istituisce un Fondo a copertura dei danni subiti già per gli eventi calamitosi del 2014 e si crea uno stanziamento di emergenza per gli eventuali danni futuri. E’ nostra precisa intenzione creare, a seguito di gravi danni naturali, le migliori condizioni affinché sia possibile la continuità delle attività economiche e una ripresa in tempi certi”.

erti”.

La Regione Piemonte risponde al Comune di Nizza sul mancato finanziamento per la pedonalizzazione di Via Corsi.

Ferrero e Motta: “La politica non serve a modificare le graduatorie nei bandi pubblici”.

In relazione all’articolo pubblicato ieri, mercoledì 29 luglio, inerente il mancato finanziamento regionale dal Comune di Nizza Monferrato, Claudio Marocco, dirigente del settore competente riferisce quanto segue: “il bando regionale di finanziamento dei Programmi di qualificazione urbana – Percorsi urbani del commercio (Misura 5) ha visto la partecipazione di 50 Comuni piemontesi e tra questi il Comune di Nizza Monferrato. Il progetto di Nizza è stato valutato meritevole di finanziamento e si è collocato al 37° posto della graduatoria finale (assunta con DD n. 467 del 14/07/2015). Le risorse a disposizione hanno permesso di finanziare soltanto 11 progetti sui 50 presentati. La valutazione dei progetti viene effettuata sulla base dei criteri posti dalla deliberazione di riferimento (in questo caso la DGR n. 20-587 del 18/11/2014) nonché della determinazione dirigenziale attuativa del bando (DD n. 814 del 26/11/2014).  L’importo ammissibile al finanziamento regionale è stato stralciato della quota relativa al rifacimento della fognatura, ma tale stralcio non ha assolutamente inciso né sul punteggio finale né sulla valutazione complessiva del progetto. Il comune di Nizza – prosegue Marocco – è stato ricevuto dagli uffici nella fase preliminare di messa a punto del progetto e ha ricevuto le indicazioni di massima fornite a tutti i comuni richiedenti. L’ufficio, nei colloqui con le amministrazioni locali, non effettua né pre-istruttorie né si pronuncia sulle scelte di intervento che faranno poi parte integrante del progetto. La valutazione dei progetti avviene sia sugli aspetti “tecnici” relativi all’opera pubblica presentata, sia su quelli “programmatici” contenuti nella relazione allegata al progetto definitivo. La composizione del punteggio finale deriva dalla sommatoria di valutazioni “oggettive” (es. 3 punti in più per i comuni che non hanno mai ricevuto nessun finanziamento) e oggettive/soggettive nella valutazione del progetto e del documento programmatico, verificando la presenza delle informazioni richieste nel bando. Per Nizza, in particolare, ha giocato sfavorevolmente il fatto di essere già stato finanziato in passato per misure analoghe (non ha potuto avvalersi dei 3 punti in più). Inoltre, a fronte di un progetto tecnicamente sostenibile, è risultato debole il piano strategico che, sulla base delle informazioni e degli elementi presentati nell’analisi, non definisce in maniera chiara ed esaustiva gli obiettivi strategici, le misure e gli interventi che si ritiene siano prioritari, le strategie che si intendono perseguire, i soggetti che, oltre all’amministrazione comunale, verranno coinvolti nel piano di valorizzazione, gli interventi strutturali e immateriali, accompagnati dall’indicazione delle risorse necessarie e dei tempi di realizzazione preventivabili”. “Alla luce di quanto riferito dal Dott. Claudio Marocco – commentano l’Assessore Giorgio Ferrero e il Consigliere Angela Motta –  ribadiamo che poiché il finanziamento era legato ad un bando, la cui istruttoria è demandata, come sempre, strettamente agli uffici competenti, prendiamo le distanze da un’idea di politica che pensa ancora che gli amministratori eletti servano per intervenire a truccare i bandi pubblici a favore di amici o compagni di partito”.

L’Ente parchi di Asti è salvo

L’“Ente parchi e Riserve astigiani” è salvo. Questo è quanto è emerso al termine della seduta odierna del Consiglio Regionale, durante la quale si è votato il DDL 90 che prevedeva una riorganizzazione del sistema parchi del Piemonte e che, se approvato così come presentato, avrebbe comportato l’accorpamento della realtà astigiana con quella torinese “Colline del Po”. Tra le opposizioni avanzate nelle scorse settimane dal Consigliere Angela Motta “innanzitutto la specificità della realtà dell’Ente parchi astigiano che copre un territorio di oltre 1.300 ettari geograficamente omogeneo e che nulla ha a che vedere con la realtà torinese. E poi il museo Paleontologico,  una specificità assoluta, che vanta competenze e capacità accertate e uniche nel panorama regionale.  Un Museo che è stato realizzato grazie al costante e attento monitoraggio del patrimonio paleontologico della Regione Piemonte, con interventi che hanno portato al recupero di fossili importantissimi di milioni di anni fa. Alla luce di questo risultato voglio ringraziare la Giunta e i colleghi per l’appoggio, per aver saputo ascoltare un territorio e per aver considerato l’importanza di mantenere autonomo l’Ente astigiano. L’impegno ora è di valorizzare l’area paleontologica con specifici e successivi accordi con la rete museale torinese, per realizzare un progetto serio di rilancio turistico-culturale del distretto, di valorizzazione e conservazione delle aree protette e di sviluppo delle politiche ambientali”. Proprio in virtù della riconosciuta specificità della riserva astigiana, l’Ente parchi prenderà il nome di “Ente di gestione del Parco paleontologico astigiano”, al quale sono affidati in gestione il Parco naturale di Rocchetta Tanaro, la riserva naturale di Valle Andona, valle Botto e Valle Grande, la riserva naturale della Val Sarmassa e la struttura museale astigiana e dei geositi.

Dov’è la Lega Nord in Consiglio Regionale?

Facendo seguito alla lettera pubblicata ieri del Segretario Provinciale della Lega Nord Andrea Giaccone vorrei informare che, grazie agli emendamenti da me presentati l’Ente Parchi astigiano è salvo e manterrà la propria autonomia. Non solo, gli è stata riconosciuta anche la valenza paleontologica, tanto è vero che dal momento in cui verrà approvata la legge, l’Ente si chiamerà “Ente Parchi Paleontologico astigiano”. Anche per ciò che riguarda il Museo, è stata garantita la chiusura del lotto di lavori ancora da terminare, in quanto l’Assessore Parigi ha assicurato la disponibilità dei fondi per il completamento dell’opera. Il Museo verrà poi convenzionato con la rete museale torinese che saprà garantirne l’adeguata valenza. Questa battaglia è stata vinta non solo grazie al mio intervento, ma anche con il supporto dei colleghi di maggioranza Antonio Ferrentino e Silvana Accossato (Pd) e del collega di Forza Italia Gianluca Vignale. Ringrazio il Presidente Sergio Chiamparino e l’Assessore Alberto Valmaggia per aver saputo ascoltare e comprendere le richieste di un territorio. Mi spiace constatare, invece, che i due colleghi della Lega Nord in Consiglio non siano mai intervenuti in aula sulla questione.