IL CONSIGLIERE MOTTA PARTECIPA AL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI A CASTELNUOVO DON BOSCO

“I Consigli comunali dei ragazzi (Ccr) del Piemonte s’impegnano solennemente a difendere e a rispettare l’ambiente e a evitare comportamenti che possano minacciarne la continuità e chiedono alle Istituzioni pubbliche, quando siano chiamate a scelte che incidono sul presente e sul futuro del territorio e delle comunità locali, di tener conto di tali principi che rappresentano un insieme di valori condivisi dalle ragazze e dai ragazzi del Piemonte”. È questo, in sintesi, il dispositivo del documento approvato all’unanimità dagli oltre sessanta Consigli comunali dei ragazzi che sabato 30 maggio si sono dati appuntamento a Castelnuovo Don Bosco (At) per il II raduno regionale.
“A due mesi e mezzo dal duecentesimo ‘compleanno’ di Don Bosco, padre e maestro dei giovani – ha sottolineato la componente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Angela Motta portando il saluto dell’Assemblea – abbiamo bisogno di giovani desiderosi di confrontarsi con i problemi e di affrontarli per partecipare attivamente alla vita del paese”.
Dopo i saluti del sindaco di Castelnuovo Giorgio Musso, del presidente del Consiglio comunale dell’Unione Comuni Alto Astigiano Giulia Samaia e del rettore della Basilica don Egidio Deiana, il presidente del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) Piemonte Bruno Geraci ha illustrato il tema della giornata, sintetizzato dal “tag” #NutriLaMente: “Un’occasione per cercare di capire come utilizzare i nuovi media senza che siano loro a usarci”.
La giornata, organizzata dall’Assemblea legislativa piemontese in collaborazione con il Corecom, ha visto, tra l’altro, diciassette nuovi ingressi nel Registro dei Consigli comunali dei ragazzi – Conzano, Giarole (Al), Cinaglio, Unione dei Comuni Alto Astigiano (At), Ronco Biellese, Vigliano Biellese (Bi), Cavallermaggiore, Costigliole Saluzzo, Priola, Villanova Mondovì (Cn), Casalborgone, Ivrea, Piscina, Rueglio, San Secondo di Pinerolo, Sciolze (To) e Rive (Vc) – lo spettacolo “Piccoli gusti”, di Lorenzo Branchetti, il Milo Cotogno de “La Melevisione” e la compilazione di un questionario, proposto dal Corecom, sulle abitudini digitali dei ragazzi.
Accompagnatori, educatori e insegnanti sono stati inoltre invitati a prendere parte all’incontro “La dieta digitale dei nostri ragazzi”, anch’esso promosso dal Corecom.
Al raduno ha partecipato, tra gli altri, il consigliere regionale Andrea Appiano

CHIESTE AUDIZIONI PER RICOSTRUIRE LA VICENDA VALLE BELBO

In occasione della Commissione Sanità che si terrà domani, mercoledì 17 giugno, i Consiglieri Angela Motta (PD) e Gianluca Vignale (FI) chiederanno l’audizione dei soggetti interessati alla vicenda dell’ospedale della Valle Belbo. Le audizioni permetteranno di ricostruire le motivazioni che hanno portato ai ritardi nella realizzazione dell’opera sino alla recente rescissione del contratto, a seguito dell’azzeramento dei fondi destinati all’edilizia sanitaria durante la scorsa legislatura, e della grave situazione debitoria in cui versa la sanità piemontese che ha portato la Regione ad essere sottoposta dal 2010 a Piano di rientro ministeriale. In particolare, i Consiglieri Motta e Vignale hanno chiesto che vengano auditi: l’ex Direttore Amministrativo dell’Asl At Dr. Massimo Corona; gli ex direttori generali dell’Asl At, l’Arch. Luigi Robino e il Dr. Valter Galante; il Direttore generale dell’Asl At Drsa Ida Grossi; il Responsabile unico del procedimento Ing Carla Pettazzi; l’ex sindaco di Nizza Monf.to Dr Maurizio Carcione; il Sindaco di Nizza Monf.to Flavio Pesce; il Geologo Dr. Nicotera; il Presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Asl At Dr Dario Piruozzolo e il Dirigente responsabile della SOC dell’ Ufficio Tecnico dell’Asl At Drsa Lidia Beccuti. L’audizione dovrebbe essere fissata per il 1 luglio. “Con le audizioni spiega Motta – ci auguriamo di poter fare finalmente chiarezza sulla travagliata vicenda acquisendo la documentazione necessaria ad integrare la richiesta della Giunta regionale di intervento da parte della Corte dei Conti, oppure dovrà intervenire la magistratura ordinaria. Naturalmente continuiamo a ritenere indispensabile per il territorio un presidio sanitario che possa dare risposte all’emergenza ed ai bisogni della popolazione. Continueremo a lavorare per trovare insieme all’assessore Saitta, all’Asl e al territorio della Valle Belbo la destinazione migliore per la struttura, ripartendo dalle condizioni attuali della sanità piemontese, dalle esigenze reali e dalle possibilità di reperire i finanziamenti”.

Il Piemonte ha la legge contro lo spreco alimentare

Da oggi la Regione Piemonte ha la sua legge contro lo spreco alimentare. Il provvedimento, presentato dal Consigliere Angela Motta come prima firmataria, è stato votato oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale, e si inserisce a pieno titolo all’interno dell’attuale dibattito mediatico. Poche settimane fa l’Assemblea Nazionale Francese ha approvato una legge che di fatto istituisce il reato di “spreco alimentare”, per cui non sarà più possibile per i supermercati smaltire l’invenduto gettandolo nella spazzatura quando ancora edibile. Il patron di Slow Food Carlin Petrini si era detto speranzoso che presto lo stesso reato venisse introdotto anche in Italia. “L’approvazione della legge rappresenta una grande conquista per il Piemonte e può servire da stimolo per le altre Regioni, considerando che è prevista una redistribuzione non soltanto delle eccedenze alimentari, ma anche degli altri beni invenduti” – ha commentato il Consigliere Motta. “In un momento in cui tanto si parla di come sfamare il Pianeta, i dati che riguardano lo spreco del cibo devono obbligarci ad una riflessione. Secondo la FAO, infatti, la quantità di alimenti che viene buttata supera il 35% della produzione totale, con un costo economico stimato in circa un trilione di dollari ogni anno. Non solo, nei campi ogni anno rimangono circa 1,4 milioni di tonnellate di prodotti che non vengono raccolti. Questi dati ci dimostrano come il nostro modo di produrre, distribuire, vendere e consumare il cibo che non funziona più. E’ necessario, dunque, intervenire per rendere più efficiente la catena produttiva e distributiva. Allo stesso tempo, però, occorre lavorare per rendere il consumatore più sensibile e consapevole del valore dei cibi che acquista, che, invece, spesso vengono buttati anziché consumati”.

L’Assessore regionale alle politiche sociali, alla famiglia e alla casa Augusto Ferrari afferma: “La proposta di legge presentata dalla collega Angela Motta e sottoscritta da altri Consiglieri, e approvata all’unanimità dall’Aula, rappresenta un atto importante, un tassello che si inserisce perfettamente nel quadro più complessivo di una riscrittura di un nuovo patto per il sociale che risponda alle esigenze di una società che, a causa della crisi economica, si è impoverita e si trova, quotidianamente, a dover far fronte a gravi problemi che richiedono soluzioni rapide e puntuali. Il Patto per il sociale che intendiamo presentare prima in Commissione e, successivamente, far approvare dalla Giunta regionale – ha concluso Ferrariprevede uno specifico capitolo dedicato alla lotta e al contrasto delle diverse forme di povertà, nel quale l’elemento del recupero e della valorizzazione dei beni invenduti rappresenta proprio uno dei mezzi per fornire un aiuto alle fasce più indigenti della popolazione”.

“Data l’importanza e l’attualità di questo provvedimento e del tema trattato – concludono Motta e Ferrari – abbiamo deciso di inviare il testo di legge anche al Santo Padre, che nei suoi discorsi ha spesso affrontato le questioni della povertà, della disuguaglianza, dello spreco alimentare ed invocato una maggiore giustizia sociale, all’Arcivescovo di Torino Cardinal Nosiglia che quotidianamente si adopera a favore dei più deboli e degli emarginati”.

Legge n.41 contro spreco alimentare

LEGGE SU MEDICINA NON CONVENZIONALE

Nel 2013 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’Accordo sui criteri e le modalità per la formazione e l’esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti.
Successivamente il ministero della Salute, nel luglio 2014, ha pubblicato una circolare contenente note esplicative dell’Accordo stesso che ha rappresentato, in materia di discipline mediche non convenzionali, un grande passo in avanti.
Il Consiglio regionale ha approvato, nella seduta di martedì 16 giugno, la proposta di legge n.50 “Modalità di esercizio delle medicine non convenzionali” che recepisce l’accordo e promuove l’istituzione, presso gli Ordini professionali provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, di elenchi di professionisti qualificati dal punto di vista della formazione. Un provvedimento importante che mette il cittadino in condizione di scegliere come curarsi.

IL CONSIGLIERE MOTTA INTERVIENE NUOVAMENTE SULLA VICENDA DELL’OSPEDALE VALLE BELBO

“Considerato che l’Assessore Saitta, interrogato sulla vicenda dell’ospedale della Valle Belbo, ha dichiarato di non essere a conoscenza della “rescissione unilaterale del contratto per la realizzazione dell’ospedale Valle Belbo” da parte dell’Asl At, chiedo che l’assessorato si attivi affinché la nuova Direttrice Generale annulli e revochi i provvedimenti presi dalla precedente Direzione in merito alla rescissione del contratto con la ATI Ruscalla, ditta appaltatrice.
Naturalmente, ritengo fondamentale che alla base di questo nuovo atto ci sia una ripresa del dialogo con l’impresa al fine di stabilire modi e tempi  con i quali proseguire i lavori dell’ospedale Valle Belbo”.

OSPEDALE VALLE BELBO: IL CONSIGLIERE MOTTA CHIEDE ALL’ASSESSORE SAITTA DI INTERVENIRE URGENTEMENTE IN AULA

Ho appreso stamattina che l’Asl di Asti ha rescisso unilateralmente il contratto con la ditta appaltatrice dei lavori per la costruzione del Presidio ospedaliero della Valle Belbo. Pertanto, stamattina in aula, durante la seduta del Consiglio, ho chiesto  all’Assessore competente di riferire con urgenza sulla questione.
Nel 2008 venne siglato un accordo di programma tra Regione e Comune di Nizza per la realizzazione dell’opera. La mancanza dei fondi ha modificato completamente la situazione. Il contratto di appalto del 30 aprile 2009 ha perso il proprio vigore a seguito della mancanza (entro il 31 dicembre 2014) dei finanziamenti necessari al completamento globale dell’opera. Alla luce di tutto ciò vorremmo sapere se si ritiene di poter portare a termine quanto previsto per non pregiudicare l’opera.
A tal proposito chiederò, inoltre, ai sensi dello statuto regionale, di istituire una commissione di indagine per appurare le responsabilità delle decisioni sbagliate prese in merito alla scelta del terreno e alla mancanza di copertura finanziaria, e quale sia il futuro dell’ospedale.

“NON DIVIDIAMO IL MONFERRATO”

Apprendiamo dagli organi di stampa che in occasione dell’assemblea dell’Atl che si è svolta ad Asti la scorsa settimana alla presenza dell’Assessore Parigi, si è discusso un documento contenente la proposta di riforma delle agenzie per la promozione turistica. Sempre da quanto appreso dai giornali e dalle preoccupazioni espresse dagli addetti ai lavori, il progetto di riforma, già modificato più volte, ma mai presentato dall’Assessore ai Consiglieri per una discussione in merito, prevedrebbe un accorpamento delle agenzie di Asti e di Alba in una unica con sede ad Alba. Si costituirebbe così la nuova Atl Unesco, peccato che in questo modo verrebbero esclusi dall’agenzia molti territori che non rientrano nel novero dei siti patrimonio dell’umanità e che costituiscono la maggioranza. Una proposta che potrebbe essere valutata e discussa è quella di creare Aziende di promozione turistica e Unioni di prodotto del territorio Langhe Roero e Monferrato che uniscano soggetti pubblici e privati decisi a intervenire nel settore turistico per attivare azioni di promozione e  commercializzazione turistica. L’obiettivo è quello di creare pacchetti turistici integrati che interessino risorse ambientali, storico-culturali, dell’artigianato locale e dei prodotti tipici dell’agricoltura a partire dall’individuazione di comparti precisi che caratterizzano la Regione, come ad esempio le città d’arte, i castelli, l’enogastronomia, il turismo accessibile, sociale e religioso, il settore termale e l’area dell’Appennino.
A questo punto Asti diventerebbe baricentrica e potrebbe rappresentare la sede ideale delle tre Atl (Asti, Alessandria e Alba). Se, invece, si sta costruendo la riforma pensando a chi dovrà essere chiamato a dirigere il nuovo Ente, cucendo addosso ad una persona un progetto, anziché pensare a come rendere efficiente, promuovere e valorizzare questo grande patrimonio culturale, paesaggistico, vitivinicolo, qualunque proposta ci vedrà fortemente contrari.

Il Consiglio Regionale delibera la normativa su nuovi cimiteri e crematori

Il Consiglio Regionale ha approvato ieri la delibera di Giunta inerente la realizzazione di nuovi cimiteri e crematori. In particolare, per quanto riguarda i nuovi crematori, al di fuori dell’area della città metropolitana, sono stati fissati tre criteri fondamentali: l’impianto dovrà realizzare almeno 1200 – 1300 cremazioni all’anno; avere un bacino di utenza di riferimento di 500 mila abitanti, (numero raggiungibile anche attraverso associazioni di Comuni, Unioni o convenzioni) che corrisponde a circa 5 mila decessi annui e mantenere una distanza minima di 50 Km da una struttura all’altra, garantendo, comunque, la realizzazione di un impianto ogni provincia. ”Questo passaggio – ha spiegato Il Consigliere Angela Motta –  è una garanzia importante per la nostra provincia che ha visto la realizzazione da pochi mesi di un forno crematorio gestito dall’ASP”.Si è altresì stabilita la necessità che i cimiteri di nuova costruzione o in fase di ampliamento o ristrutturazione siano dotati di una sala di commiato, in grado di  svolgere un’importante funzione soprattutto per coloro che scelgono un funerale laico e si richiama la disciplina per l’istituzione dei cimiteri per animali d’affezione, segno di grande civiltà. “Nessuno vuole creare regimi di monopolio – ha aggiunto Angela Motta – ma non potevamo lasciare una situazione non regolamentata, all’interno della quale sono stati fatti anche investimenti pubblici. Siamo giunti a una buona soluzione di mediazione, che non mantiene solo l’esistente ma prevede una clausola a favore anche dei progetti già avviati”. L’assessore alla Sanità Antonio Saitta, presentando la delibera ha affermato che “si tratta di un documento equilibrato, che salvaguarda gli impianti esistenti, specie quelli in fase di avvio, contemperando la liberalizzazione e la necessità di regolamentare e che recepisce le raccomandazioni del Consiglio delle autonomie locali per i piccoli Comuni”.

Il Consigliere Angela Motta alla vedova del tabaccaio ucciso: “Subito le telecamere e una App per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini”

Stamattina il Consigliere Angela Motta ha fatto visita alla vedova del tabaccaio ucciso in Corso Alba due mesi fa per portare la propria solidarietà e la disponibilità a collaborare con la signora affinché possa riprendere la sua attività al più presto. “E’ necessario sollecitare il Comune – ha detto Angela Motta – affinché installi le telecamere subito e non a fine anno, in modo che la signora possa riprendere la sua attività senza paura. Si tratta di un intervento che garantirebbe maggiore tranquillità non soltanto alla giovane vedova, ma tutta la comunità. Come Consigliere regionale, l’impegno che prendo è di valutare, insieme all’Assessore competente Giovanni Ferraris, nuove opportunità fornite dalla tecnologia che consentano di aumentare il livello di sicurezza dei nostri cittadini. La soluzione a cui penso è l’attivazione di un’App grazie alla quale tramite un semplice cellulare è possibile comunicare con le forze dell’ordine e segnalare macchine, movimenti o persone sospette. Tutto ciò fa sì che si crei una rete di solidarietà tra i cittadini, che consente di vivere una città più sicura e tranquilla. Un servizio che, naturalmente, si affianca all’inteso e prezioso lavoro che quotidianamente le nostre forze dell’ordine svolgono sul territorio a tutela della nostra incolumità e sicurezza”.

Il Consiglio regionale chiede l’intervento del Ministero del Tesoro per rivedere la razionalizzazione degli uffici postali

E’ stato approvato ieri in Consiglio regionale l’Ordine del giorno n. 210 inerente “Piano di razionalizzazione degli uffici e sportelli postali”,
con il quale si impegna la Giunta piemontese “a sollecitare il Ministero del Tesoro, in quanto azionista di riferimento di Poste Italiane Spa, affinché il piano di razionalizzazione degli uffici e sportelli postali sia riesaminato; ad avviare un confronto con la direzione regionale di Poste Italiane e con tutte le amministrazioni locali coinvolte sugli effetti di una razionalizzazione del servizio postale, in modo tale che il piano sia il più aderente possibile alle reali esigenze del territorio”. Questo impegno è stato chiesto anche per la provincia di Asti, per cui i tagli degli uffici postali porterebbero alla chiusura degli sportelli di Montemarzo e Castagnole Lanze e alla riduzione dell’orario settimanale in altri 29 comuni. “Una misura – ha commentato il Consigliere Angela Motta – che avrebbe ricadute pesanti e fortemente penalizzanti per gli abitanti, in particolare anziani, di molti dei piccoli Comuni della nostra provincia, che cadrebbero vittime di una ulteriore marginalizzazione. Non è pensabile privare comunità, seppur piccole, di importanti servizi come quelli erogati dagli uffici postali, la cui presenza capillare nei piccoli centri del nostro territorio, è fondamentale per la popolazione, in particolar modo per gli anziani e le persone con mobilità ridotta, nonché incentivo a non lasciare il piccolo centro abitato, evitando così lo spopolamento di ampie porzioni di territorio. Tutti i Sindaci dei Comuni interessati dalla manovra hanno già manifestato la propria contrarietà”. I comuni astigiani interessati dalla riduzione dell’orario sarebbero: Azzano, Berzano San Pietro, Bruno, Casorzo, Castelletto Molina, Castel Rocchero, Castelnuovo Calcea, Cerreto, Cinaglio, Cisterna, Corsione, Cortanze, Cunico, Fontanile, Grazzano Badoglio, Maranzana, Moasca, Mombaldone, Penango, Pino d’Asti, Quaranti, Robella, Rocca d’Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Settime, Viale, Villa San Secondo.