Danni da calamità naturali: entro la fine di settembre la graduatoria dei finanziamenti ai diversi interventi

Durante la seduta odierna del Consiglio Regionale l’Assessore ai Trasporti Francesco Balocco, interrogato dal Consigliere Angela Motta, ha fornito risposte in merito al rimborso dei danni provocati nell’Astigiano dalle forti piogge dello scorso marzo.  “Le piogge del 25 e 26 marzo scorso – ha spiegato Angela Motta – hanno causato, in particolar modo nel territorio del Sud Astigiano, numerosi danni e interruzioni alla rete stradale principale, al punto da rendere necessaria la richiesta da parte della Provincia della dichiarazione dello stato di calamità naturale. Nonostante la Provincia di Asti sia intervenuta con lavori tampone per la somma di 2 milioni di euro, sono necessarie ulteriori risorse per sanare definitivamente il problema”. L’Assessore Balocco ha fatto sapere che “a seguito  della ricognizione effettuata sul territorio da parte degli uffici competenti sono stati quantificati gli oneri relativi ai singoli interventi, che per la Provincia di Asti ammontano a 25 milioni e 500 mila euro circa. Gli uffici hanno già iniziato le operazioni di valutazione dei lavori al fine di predisporre, entro il mese di settembre, l’elenco dei finanziamenti sulla base delle somme stanziate. Naturalmente l’elenco verrà stilato sulla base di criteri di priorità”.

Il Consigliere Angela Motta alla Giunta: “Basta con la politica del carciofo”

Il Consigliere Angela Motta è intervenuta martedì scorso durante la seduta del Consiglio in merito al Ddl in discussione in queste settimane sul “Riordino del sistema di gestione delle aree protette”. “Il disegno di legge – spiega Motta – non è che l’ultimo atto che porterebbe ad un inesorabile depauperamento di servizi attivi nella provincia di Asti. E ciò avviene proprio in un momento in cui, più che mai, questa Provincia avrebbe bisogno di sostegno e aiuto. L’Ente parchi astigiano negli ultimi anni ha sviluppato una progettualità autonoma sulle tematiche paleontologiche connesse allo sviluppo del Museo. Alla luce di ciò ci aspettavamo un progetto di rilancio turistico-culturale del distretto paleontologico, una valorizzazione e conservazione delle aree protette, uno sviluppo delle politiche ambientali, mentre invece ci ritroviamo di fronte ad un accorpamento con la realtà delle Colline del Po, che già chiaramente ha espresso il suo disappunto per incompatibilità tra le aree naturali. Il nostro Museo verrebbe accorpato con quello di Scienze Naturali che al momento è chiuso e, comunque, non è mai stato esempio di eccellenza ed efficienza. Dopo il ridimensionamento dell’ospedale Cardinal Massaia, la chiusura del cantiere della Valle Belbo, dopo l’Atc, l’Arpa, l’Ufficio provinciale dei Lavori pubblici e l’Ufficio Scolastico provinciale, ora si mette mano anche all’Ente parchi. La sensazione, che è anche la mia preoccupazione, è che la Regione si comporti come se Asti fosse già accorpata ad Alessandria. Il mio appello alla Giunta è di avere più coraggio e una visione d’insieme che al momento manca. Per questo dico no ad una politica ‘del carciofo’, che foglia dopo foglia sta spogliando un territorio di ogni servizio senza alcuna compensazione, perché non possiamo considerare una contropartita equa la decisione di creare un campo profughi a Castello d’Annone. La nostra Provincia – conclude – ha bisogno di politiche di sviluppo, sociali, culturali e ambientali forti che le consentano di ripartire.

118: scongiurata la sospensione estiva del servizio di primo intervento della Croce Rossa di Canelli

Buone notizie per il 118 del nostro territorio: l’assessore alla Sanità Antonio Saitta questa mattina, rispondendo in Aula a un mio Question time, ha assicurato che per il mese di giugno si stanno valutando tutte le possibili soluzione transitorie per la copertura della postazione di Canelli, limitando per quanto possibili le ore di assenza dell’infermiere sul mezzo, mentre dal 1 luglio sarà garantita la totale e definitiva copertura delle postazioni infermieristiche grazie alle nuove assunzioni. Nei giorni scorsi, il presidente provinciale della Croce Rossa di Asti, Stefano Robino, e il Presidente del Comitato locale della Croce Rossa di Canelli, Mario Bianco, avevano lanciato un grido di allarme riguardo alla notizia della sospensione del servizio di ambulanza con infermiere professionale a bordo, suscitando sconcerto e notevoli proteste. Infatti, è proprio nel periodo estivo, dove le attività agricole sono più intense, che si registra un elevato numero di richieste di intervento e la presenza dell’infermiere specializzato a bordo dell’ambulanza può rilevarsi decisiva per la sopravvivenza dei pazienti. Per questo ho presentato un’Interrogazione a risposta urgente (Question time) chiedendo chiarimenti all’assessore Saitta, il quale oggi nel corso del Consiglio regionale ha assicurato che, a seguito della delibera del 25 maggio che prevede lo sblocco del turn over e permette di procedere a nuove assunzioni di personale sanitario con priorità massima relativamente all’area di emergenza territoriale ed ospedaliera, è stato possibile aprire immediatamente un bando di assunzione per il nostro quadrante territoriale per 12 unità di personale infermieristico. Questa operazione consentirà la totale e definitiva copertura delle postazioni infermieristiche con probabile partenza dal 1° luglio prossimo, mentre per il mese di giugno si stanno valutando tutte le possibili soluzione transitorie per la copertura della postazione di Canelli, limitando per quanto possibile le ore di assenza dell’infermiere sul mezzo.

IL CONSIGLIERE MOTTA PARTECIPA AL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI A CASTELNUOVO DON BOSCO

“I Consigli comunali dei ragazzi (Ccr) del Piemonte s’impegnano solennemente a difendere e a rispettare l’ambiente e a evitare comportamenti che possano minacciarne la continuità e chiedono alle Istituzioni pubbliche, quando siano chiamate a scelte che incidono sul presente e sul futuro del territorio e delle comunità locali, di tener conto di tali principi che rappresentano un insieme di valori condivisi dalle ragazze e dai ragazzi del Piemonte”. È questo, in sintesi, il dispositivo del documento approvato all’unanimità dagli oltre sessanta Consigli comunali dei ragazzi che sabato 30 maggio si sono dati appuntamento a Castelnuovo Don Bosco (At) per il II raduno regionale.
“A due mesi e mezzo dal duecentesimo ‘compleanno’ di Don Bosco, padre e maestro dei giovani – ha sottolineato la componente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Angela Motta portando il saluto dell’Assemblea – abbiamo bisogno di giovani desiderosi di confrontarsi con i problemi e di affrontarli per partecipare attivamente alla vita del paese”.
Dopo i saluti del sindaco di Castelnuovo Giorgio Musso, del presidente del Consiglio comunale dell’Unione Comuni Alto Astigiano Giulia Samaia e del rettore della Basilica don Egidio Deiana, il presidente del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) Piemonte Bruno Geraci ha illustrato il tema della giornata, sintetizzato dal “tag” #NutriLaMente: “Un’occasione per cercare di capire come utilizzare i nuovi media senza che siano loro a usarci”.
La giornata, organizzata dall’Assemblea legislativa piemontese in collaborazione con il Corecom, ha visto, tra l’altro, diciassette nuovi ingressi nel Registro dei Consigli comunali dei ragazzi – Conzano, Giarole (Al), Cinaglio, Unione dei Comuni Alto Astigiano (At), Ronco Biellese, Vigliano Biellese (Bi), Cavallermaggiore, Costigliole Saluzzo, Priola, Villanova Mondovì (Cn), Casalborgone, Ivrea, Piscina, Rueglio, San Secondo di Pinerolo, Sciolze (To) e Rive (Vc) – lo spettacolo “Piccoli gusti”, di Lorenzo Branchetti, il Milo Cotogno de “La Melevisione” e la compilazione di un questionario, proposto dal Corecom, sulle abitudini digitali dei ragazzi.
Accompagnatori, educatori e insegnanti sono stati inoltre invitati a prendere parte all’incontro “La dieta digitale dei nostri ragazzi”, anch’esso promosso dal Corecom.
Al raduno ha partecipato, tra gli altri, il consigliere regionale Andrea Appiano

CHIESTE AUDIZIONI PER RICOSTRUIRE LA VICENDA VALLE BELBO

In occasione della Commissione Sanità che si terrà domani, mercoledì 17 giugno, i Consiglieri Angela Motta (PD) e Gianluca Vignale (FI) chiederanno l’audizione dei soggetti interessati alla vicenda dell’ospedale della Valle Belbo. Le audizioni permetteranno di ricostruire le motivazioni che hanno portato ai ritardi nella realizzazione dell’opera sino alla recente rescissione del contratto, a seguito dell’azzeramento dei fondi destinati all’edilizia sanitaria durante la scorsa legislatura, e della grave situazione debitoria in cui versa la sanità piemontese che ha portato la Regione ad essere sottoposta dal 2010 a Piano di rientro ministeriale. In particolare, i Consiglieri Motta e Vignale hanno chiesto che vengano auditi: l’ex Direttore Amministrativo dell’Asl At Dr. Massimo Corona; gli ex direttori generali dell’Asl At, l’Arch. Luigi Robino e il Dr. Valter Galante; il Direttore generale dell’Asl At Drsa Ida Grossi; il Responsabile unico del procedimento Ing Carla Pettazzi; l’ex sindaco di Nizza Monf.to Dr Maurizio Carcione; il Sindaco di Nizza Monf.to Flavio Pesce; il Geologo Dr. Nicotera; il Presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Asl At Dr Dario Piruozzolo e il Dirigente responsabile della SOC dell’ Ufficio Tecnico dell’Asl At Drsa Lidia Beccuti. L’audizione dovrebbe essere fissata per il 1 luglio. “Con le audizioni spiega Motta – ci auguriamo di poter fare finalmente chiarezza sulla travagliata vicenda acquisendo la documentazione necessaria ad integrare la richiesta della Giunta regionale di intervento da parte della Corte dei Conti, oppure dovrà intervenire la magistratura ordinaria. Naturalmente continuiamo a ritenere indispensabile per il territorio un presidio sanitario che possa dare risposte all’emergenza ed ai bisogni della popolazione. Continueremo a lavorare per trovare insieme all’assessore Saitta, all’Asl e al territorio della Valle Belbo la destinazione migliore per la struttura, ripartendo dalle condizioni attuali della sanità piemontese, dalle esigenze reali e dalle possibilità di reperire i finanziamenti”.

Il Piemonte ha la legge contro lo spreco alimentare

Da oggi la Regione Piemonte ha la sua legge contro lo spreco alimentare. Il provvedimento, presentato dal Consigliere Angela Motta come prima firmataria, è stato votato oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale, e si inserisce a pieno titolo all’interno dell’attuale dibattito mediatico. Poche settimane fa l’Assemblea Nazionale Francese ha approvato una legge che di fatto istituisce il reato di “spreco alimentare”, per cui non sarà più possibile per i supermercati smaltire l’invenduto gettandolo nella spazzatura quando ancora edibile. Il patron di Slow Food Carlin Petrini si era detto speranzoso che presto lo stesso reato venisse introdotto anche in Italia. “L’approvazione della legge rappresenta una grande conquista per il Piemonte e può servire da stimolo per le altre Regioni, considerando che è prevista una redistribuzione non soltanto delle eccedenze alimentari, ma anche degli altri beni invenduti” – ha commentato il Consigliere Motta. “In un momento in cui tanto si parla di come sfamare il Pianeta, i dati che riguardano lo spreco del cibo devono obbligarci ad una riflessione. Secondo la FAO, infatti, la quantità di alimenti che viene buttata supera il 35% della produzione totale, con un costo economico stimato in circa un trilione di dollari ogni anno. Non solo, nei campi ogni anno rimangono circa 1,4 milioni di tonnellate di prodotti che non vengono raccolti. Questi dati ci dimostrano come il nostro modo di produrre, distribuire, vendere e consumare il cibo che non funziona più. E’ necessario, dunque, intervenire per rendere più efficiente la catena produttiva e distributiva. Allo stesso tempo, però, occorre lavorare per rendere il consumatore più sensibile e consapevole del valore dei cibi che acquista, che, invece, spesso vengono buttati anziché consumati”.

L’Assessore regionale alle politiche sociali, alla famiglia e alla casa Augusto Ferrari afferma: “La proposta di legge presentata dalla collega Angela Motta e sottoscritta da altri Consiglieri, e approvata all’unanimità dall’Aula, rappresenta un atto importante, un tassello che si inserisce perfettamente nel quadro più complessivo di una riscrittura di un nuovo patto per il sociale che risponda alle esigenze di una società che, a causa della crisi economica, si è impoverita e si trova, quotidianamente, a dover far fronte a gravi problemi che richiedono soluzioni rapide e puntuali. Il Patto per il sociale che intendiamo presentare prima in Commissione e, successivamente, far approvare dalla Giunta regionale – ha concluso Ferrariprevede uno specifico capitolo dedicato alla lotta e al contrasto delle diverse forme di povertà, nel quale l’elemento del recupero e della valorizzazione dei beni invenduti rappresenta proprio uno dei mezzi per fornire un aiuto alle fasce più indigenti della popolazione”.

“Data l’importanza e l’attualità di questo provvedimento e del tema trattato – concludono Motta e Ferrari – abbiamo deciso di inviare il testo di legge anche al Santo Padre, che nei suoi discorsi ha spesso affrontato le questioni della povertà, della disuguaglianza, dello spreco alimentare ed invocato una maggiore giustizia sociale, all’Arcivescovo di Torino Cardinal Nosiglia che quotidianamente si adopera a favore dei più deboli e degli emarginati”.

Legge n.41 contro spreco alimentare

LEGGE SU MEDICINA NON CONVENZIONALE

Nel 2013 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’Accordo sui criteri e le modalità per la formazione e l’esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti.
Successivamente il ministero della Salute, nel luglio 2014, ha pubblicato una circolare contenente note esplicative dell’Accordo stesso che ha rappresentato, in materia di discipline mediche non convenzionali, un grande passo in avanti.
Il Consiglio regionale ha approvato, nella seduta di martedì 16 giugno, la proposta di legge n.50 “Modalità di esercizio delle medicine non convenzionali” che recepisce l’accordo e promuove l’istituzione, presso gli Ordini professionali provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, di elenchi di professionisti qualificati dal punto di vista della formazione. Un provvedimento importante che mette il cittadino in condizione di scegliere come curarsi.

IL CONSIGLIERE MOTTA INTERVIENE NUOVAMENTE SULLA VICENDA DELL’OSPEDALE VALLE BELBO

“Considerato che l’Assessore Saitta, interrogato sulla vicenda dell’ospedale della Valle Belbo, ha dichiarato di non essere a conoscenza della “rescissione unilaterale del contratto per la realizzazione dell’ospedale Valle Belbo” da parte dell’Asl At, chiedo che l’assessorato si attivi affinché la nuova Direttrice Generale annulli e revochi i provvedimenti presi dalla precedente Direzione in merito alla rescissione del contratto con la ATI Ruscalla, ditta appaltatrice.
Naturalmente, ritengo fondamentale che alla base di questo nuovo atto ci sia una ripresa del dialogo con l’impresa al fine di stabilire modi e tempi  con i quali proseguire i lavori dell’ospedale Valle Belbo”.

OSPEDALE VALLE BELBO: IL CONSIGLIERE MOTTA CHIEDE ALL’ASSESSORE SAITTA DI INTERVENIRE URGENTEMENTE IN AULA

Ho appreso stamattina che l’Asl di Asti ha rescisso unilateralmente il contratto con la ditta appaltatrice dei lavori per la costruzione del Presidio ospedaliero della Valle Belbo. Pertanto, stamattina in aula, durante la seduta del Consiglio, ho chiesto  all’Assessore competente di riferire con urgenza sulla questione.
Nel 2008 venne siglato un accordo di programma tra Regione e Comune di Nizza per la realizzazione dell’opera. La mancanza dei fondi ha modificato completamente la situazione. Il contratto di appalto del 30 aprile 2009 ha perso il proprio vigore a seguito della mancanza (entro il 31 dicembre 2014) dei finanziamenti necessari al completamento globale dell’opera. Alla luce di tutto ciò vorremmo sapere se si ritiene di poter portare a termine quanto previsto per non pregiudicare l’opera.
A tal proposito chiederò, inoltre, ai sensi dello statuto regionale, di istituire una commissione di indagine per appurare le responsabilità delle decisioni sbagliate prese in merito alla scelta del terreno e alla mancanza di copertura finanziaria, e quale sia il futuro dell’ospedale.

“NON DIVIDIAMO IL MONFERRATO”

Apprendiamo dagli organi di stampa che in occasione dell’assemblea dell’Atl che si è svolta ad Asti la scorsa settimana alla presenza dell’Assessore Parigi, si è discusso un documento contenente la proposta di riforma delle agenzie per la promozione turistica. Sempre da quanto appreso dai giornali e dalle preoccupazioni espresse dagli addetti ai lavori, il progetto di riforma, già modificato più volte, ma mai presentato dall’Assessore ai Consiglieri per una discussione in merito, prevedrebbe un accorpamento delle agenzie di Asti e di Alba in una unica con sede ad Alba. Si costituirebbe così la nuova Atl Unesco, peccato che in questo modo verrebbero esclusi dall’agenzia molti territori che non rientrano nel novero dei siti patrimonio dell’umanità e che costituiscono la maggioranza. Una proposta che potrebbe essere valutata e discussa è quella di creare Aziende di promozione turistica e Unioni di prodotto del territorio Langhe Roero e Monferrato che uniscano soggetti pubblici e privati decisi a intervenire nel settore turistico per attivare azioni di promozione e  commercializzazione turistica. L’obiettivo è quello di creare pacchetti turistici integrati che interessino risorse ambientali, storico-culturali, dell’artigianato locale e dei prodotti tipici dell’agricoltura a partire dall’individuazione di comparti precisi che caratterizzano la Regione, come ad esempio le città d’arte, i castelli, l’enogastronomia, il turismo accessibile, sociale e religioso, il settore termale e l’area dell’Appennino.
A questo punto Asti diventerebbe baricentrica e potrebbe rappresentare la sede ideale delle tre Atl (Asti, Alessandria e Alba). Se, invece, si sta costruendo la riforma pensando a chi dovrà essere chiamato a dirigere il nuovo Ente, cucendo addosso ad una persona un progetto, anziché pensare a come rendere efficiente, promuovere e valorizzare questo grande patrimonio culturale, paesaggistico, vitivinicolo, qualunque proposta ci vedrà fortemente contrari.