Diabete, Angela Motta: “Bene il chiarimento di Saitta: nessun servizio verrà meno”

Credo che le parole dell’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta sulla diabetologia dell’ospedale di Asti cancellino ogni dubbio, semmai ci fosse ancora stato. La struttura di diabetologia non verrà cancellata, ma ridefinita a livello territoriale con gli atti aziendali, il che significa che per i pazienti non cambierà nulla in termini di assistenza. Non bisogna, infatti, confondere i primariati con i servizi. Le paure dei pazienti e dei loro familiari sono comprensibili, per questo ritengo opportuno l’intervento chiarificatore di Saitta. All’ospedale di Asti non verrà meno nulla per i pazienti diabetici e nessuno dovrà andare a Torino o altrove per farsi curare. E’ corretto distinguere tra la risposta specialistica ospedaliera per i casi più complessi, da quella che è la presa in carico del territorio dei malati cronici. La delibera sulla rete ospedaliera non prevedeva l’assegnazione della diabetologia, proprio perché si tratta di Servizio di natura principalmente territoriale che verrà poi definito con gli atti aziendali. Sarà, invece, molto importante il piano sull’assistenza territoriale che la Giunta ha annunciato di voler approvare entro giugno: è fondamentale, infatti, rafforzare i servizi sul territorio, a cominciare dall’assistenza domiciliare e dalla continuità assistenziale, per dare un’adeguata risposta alla domanda di salute legata alle cronicità che esula da quella ospedaliera.

Saitta replica all’appello di Sos Diabete

Sono rimasto sorpreso dall’appello lanciato da “SOS Diabete” di Asti relativamente ai servizi territoriali per i pazienti diabetici, dal momento che su questa questione erano stati forniti chiarimenti non solo in occasione della conferenza dei Sindaci dell’ASL di Asti, ma anche in un recente incontro del 6 febbraio scorso con le associazioni aderenti al coordinamento regionale delle persone con diabete.
Persistendo timori e preoccupazioni, torno sull’argomento e preciso quanto segue:
1-     la delibera integrativa sul riordino della rete ospedaliera del 23 gennaio 2015 (1-924), all’ allegato 1 punto 2 f, stabilisce che “con riferimento ad altre discipline relative a servizi di natura principalmente territoriale, quali ad esempio i Servizi di diabetologia, la loro definizione di dettaglio è rinviata alla redazione degli atti aziendali”.  Questo perché i casi più complessi devono trovare una risposta specialistica ospedaliera (infatti la SC di Endocrinologia secondo gli standard nazionali può essere assegnata solo a un ospedale DEA di II livello), mentre per la cronicità serve una presa in carico del territorio;
2-     sul piano organizzativo, quindi, la struttura verrà riconfigurata sul livello territoriale, considerata la vocazione prioritariamente finalizzata alla presa in carico del paziente ed alla gestione del percorso di prevenzione, diagnosi e cura della patologia (la presa in carico del paziente diabetico parte principalmente dal territorio in forma integrata tra diabetologi e medici di medicina generale), pur mantenendo anche le competenze svolte
a livello ospedaliero per il trattamento delle acuzie e delle complicanze. La struttura, quindi, non viene cancellata ma sarà riconsiderata non in ambito ospedaliero ma territoriale;
3-     la riconfigurazione della struttura sul livello territoriale è demandata
all’atto aziendale ed al relativo piano di organizzazione, che verrà
adottato una volta definite le linee guida regionali sulla riorganizzazione
della rete territoriale. Entro il mese di giugno vareremo il piano di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, e verranno così ricollocate quelle strutture che svolgono funzioni prettamente fondate sull’integrazione tra ospedale e territorio
4-     per quanto riguarda i servizi per pazienti non cambierà nulla: sarà garantito il mantenimento degli attuali servizi/attività erogate a favore dei cittadini.
Aggiungo, poi, che proprio sul territorio delle Province di Asti e Alessandria  sta
per partire la sperimentazione del PDTA Diabete (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) gestito in rete interaziendale: tale progetto prevede la differenzazione delle prestazioni diabetologiche per livelli di complessità e d’intensità di cura, lasciando all’ospedale il trattamento dell’acuzie e delle complicanze nonché le prestazioni di più elevata complessità, mentre il livello ambulatoriale extra-ospedaliero, integrato con la medicina generale, diventa l’ambito prioritario per la presa in carico e per il governo del percorso finalizzato alla prevenzione, diagnosi, cura e stabilizzazione della patologia cronica.