Il Presidente Sergio Chiamparino ad Asti per presentare ufficialmente la candidatura di Angela Motta a Sindaco

Giovedì 20 aprile, il Presidente della Regione Sergio Chiamparino sarà ad Asti per presentare ufficialmente e sostenere la candidatura a Sindaco di Angela Motta. L’appuntamento è alle ore 18 presso la Sala Pastrone.

Angela Motta: “Finanziati dalla Regione il progetto ‘Vino e Cultura’ e la Chiesa del Gesù”

“La Giunta regionale ha approvato ieri l’accordo quadro grazie al quale saranno erogati ai Comuni capoluogo i finanziamenti europei e regionali di “Agenda Urbana”, e che il Comune di Asti investirà del progetto chiamato “Vino e Cultura”. Per quanto riguarda la città di Asti, in una prima fase – ha spiegato il Consigliere Angela Motta – saranno messi a disposizione 7milioni 100 mila euro, cui si aggiungerà una seconda tranche di circa 1 milione 400 mila euro. A questa cifra di oltre 8 milioni di euro, si sommerà l’investimento del Comune di Asti, pari al 20%, per un totale di quasi 11 milioni. Si tratta del più grande e importante investimento economico per  Asti, che farà leva sui settori trainanti e caratteristici della città, ovvero vino, cultura e turismo. Al primo punto del progetto, infatti, ci sarà la realizzazione del Palazzo del Vino presso la sede prestigiosa di Palazzo Ottolenghi, composto da enoteca e ristorante stellato. Sempre nell’ambito del finanziamento è presto lo spostamento della sede dell’Atl e la creazione dell’info point presso i locali del Comune in piazza San Secondo, in modo che i turisti possano essere accolti nel cuore di Asti e indirizzati così lungo i diversi percorsi di visita, non solo attraverso la città, ma anche lungo le colline circostanti. Infine, all’interno della cifra stanziata è previsto anche il finanziamento necessario alla ristrutturazione della Chiesa del Gesù, all’interno di Palazzo del Michelerio, che diventerà poi sede del Museo dei Fossili, una realtà importante e distintiva tutta astigiana”

Angela Motta: “Stanziati 3 milioni e mezzo di euro per il Monti. Subito un tavolo con Comune e Provincia per realizzare anche la palestra”.

“La Regione Piemonte – ha annunciato il Consigliere regionale Angela Motta – ha messo a bilancio 3 milioni e mezzo di euro per l’ampliamento dell’Istituto Monti: di questi 1 milione e 900 mila euro nel 2017 e 1 milione e 600 mila euro nel 2018. A questo punto credo sia fondamentale che si sottoscriva al più presto il rinnovo dell’accordo di programma tra Regione e Provincia in modo tale da rendere possibile l’inizio dei lavori. Necessario sarà poi anche un confronto tra i tre Enti, Regione, Provincia e Comune, al fine discutere e superare eventuali ostacoli venutisi a creare negli anni, come un riconteggio dei costi del progetto di ampliamento e la costruzione della palestra. In particolare – ha aggiunto Angela Motta – i tre Enti si dovranno chiarire in merito alla localizzazione della palestra, su cui sono emerse posizioni differenti. Sono convinta che un confronto serio e sereno tra gli Enti possa superare le divergenze e portare ad una soluzione condivisa nell’interesse esclusivo di studenti, insegnanti e della Città. Dopo un iter lungo anni, i finanziamenti ora messi a bilancio dalla Regione consentiranno di rinnovare l’accordo di programma, riprendendo il progetto di ristrutturazione e  ampliamento dell’edificio”.

“I sistemi informativi dell’ Asl di Asti siano un modello di riferimento per Alessandria”

Leggo in questi giorni da più parti commenti sulla ancora difficile situazione della nostra sanità. In questi ultimi anni abbiamo dovuto affrontare un periodo complesso, a seguito del piano di rientro impostoci dal Ministero dell’Economia, che ha comportato pesanti riduzioni organizzative all’interno del nostro ospedale. Grazie ad un serio e attento  lavoro di confronto con l’assessorato competente  abbiamo messo in campo la volontà di superare la semplice visione tecnica dei tagli, riuscendo così a ridimensionare gli effetti della riforma, conferendole contenuti più ragionevoli e attenti ai bisogni del territorio astigiano.
Nonostante gli importanti sforzi fatti per mantenere la maggior parte di reparti e servizi sul territorio, continuano a persistere il timore  e la convinzione che in ambito sanitario i cambiamenti finiscano sempre per favorire la struttura di Alessandria.
Questo è un tema sentito e reale che impone agli amministratori locali una particolare attenzione a fare in modo che le strategie sui servizi,  e più in generale quelle socio-economiche inerenti la sanità, ci trovino emarginati o soccombenti. Sotto questo profilo il lavoro e la collaborazione con la Regione è fondamentale, ma ci sono aspetti che non si discutono necessariamente in Regione, ma tra singole Asl. È il caso della digitalizzazione dei sistemi informativi di cui tanto si discute in questi giorni.
Sono molti i cittadini astigiani che lavorano nei sistemi informatici dell’Asl cittadina, e tutti sono  preoccupati di un’eventuale organizzazione  dei nostri servizi che, se impostata come intendono i responsabili sovra-zonali di Alessandria, comporterebbe rischi per l’occupazione dei lavoratori astigiani. Si tratterebbe di un cambiamento del modo di lavorare di cui non sono chiari i vantaggi e che anzi, arrecherebbe  un probabile peggioramento della qualità generale dei servizi stessi. Non possiedo ovviamente le competenze professionali informatiche per valutare nel merito gestionale tali questioni, ma mi preme sottolineare che non si possono accettare ricadute sociali negative sull’occupazione e sull’efficacia dei servizi  a seguito di scelte dettate da logiche di riduzione dei costi e da cavilli normativi. Non ora che siamo finalmente usciti dal piano di rientro.  I sistemi informativi dell’ASL, inoltre, sono stati allestiti nel tempo attraverso una continuità logica e di intentità che è stata progressivamente e costantemente seguita dalle direzioni aziendali che si sono succedute in tre diverse legislature. Sono oltre 15 anni che manager diversi hanno sostenuto e fatto crescere un certo modello dei nostri sistemi informativi. Sarebbe strano immaginare che ben tre Direttori e i loro staff tecnici abbiano mantenuto e sviluppato in successione un modello organizzativo non adatto alle necessità. Ho anche verificato con i nostri Primari e con altro personale dell’Asl che c’è un livello alto di soddisfazione per i nostri sistemi informatici, anche in comparazione con altre realtà tra cui la stessa Alessandria.
Non possiamo quindi far altro che chiedere all’Asl di continuare a  ricercare soluzioni gestionali che migliorino i servizi per i cittadini: mi riferisco ad una riduzione dei tempi di attesa; al fatto che ai medici di famiglia siano dati tutti gli strumenti operativi necessari a svolgere al meglio il proprio lavoro, e ancora che vengano fatti i rinforzi di personale adeguati a sostenere i carichi di lavoro delle aree di attività più in difficoltà.
L’ uscita dal piano di rientro ci consente di lavorare in questa direzione con maggiore serenità. I temi importanti della sanità locale possono essere affrontati con maggiore respiro progettuale, ovviamente scegliendo tra le vere priorità e mantenendo una certa autonomia progettuale da contrattare puntualmente nella nostra area sovra-zonale.