Il Consiglio regionale chiede l’intervento del Ministero del Tesoro per rivedere la razionalizzazione degli uffici postali

E’ stato approvato ieri in Consiglio regionale l’Ordine del giorno n. 210 inerente “Piano di razionalizzazione degli uffici e sportelli postali”,
con il quale si impegna la Giunta piemontese “a sollecitare il Ministero del Tesoro, in quanto azionista di riferimento di Poste Italiane Spa, affinché il piano di razionalizzazione degli uffici e sportelli postali sia riesaminato; ad avviare un confronto con la direzione regionale di Poste Italiane e con tutte le amministrazioni locali coinvolte sugli effetti di una razionalizzazione del servizio postale, in modo tale che il piano sia il più aderente possibile alle reali esigenze del territorio”. Questo impegno è stato chiesto anche per la provincia di Asti, per cui i tagli degli uffici postali porterebbero alla chiusura degli sportelli di Montemarzo e Castagnole Lanze e alla riduzione dell’orario settimanale in altri 29 comuni. “Una misura – ha commentato il Consigliere Angela Motta – che avrebbe ricadute pesanti e fortemente penalizzanti per gli abitanti, in particolare anziani, di molti dei piccoli Comuni della nostra provincia, che cadrebbero vittime di una ulteriore marginalizzazione. Non è pensabile privare comunità, seppur piccole, di importanti servizi come quelli erogati dagli uffici postali, la cui presenza capillare nei piccoli centri del nostro territorio, è fondamentale per la popolazione, in particolar modo per gli anziani e le persone con mobilità ridotta, nonché incentivo a non lasciare il piccolo centro abitato, evitando così lo spopolamento di ampie porzioni di territorio. Tutti i Sindaci dei Comuni interessati dalla manovra hanno già manifestato la propria contrarietà”. I comuni astigiani interessati dalla riduzione dell’orario sarebbero: Azzano, Berzano San Pietro, Bruno, Casorzo, Castelletto Molina, Castel Rocchero, Castelnuovo Calcea, Cerreto, Cinaglio, Cisterna, Corsione, Cortanze, Cunico, Fontanile, Grazzano Badoglio, Maranzana, Moasca, Mombaldone, Penango, Pino d’Asti, Quaranti, Robella, Rocca d’Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Settime, Viale, Villa San Secondo.

Diabete, Angela Motta: “Bene il chiarimento di Saitta: nessun servizio verrà meno”

Credo che le parole dell’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta sulla diabetologia dell’ospedale di Asti cancellino ogni dubbio, semmai ci fosse ancora stato. La struttura di diabetologia non verrà cancellata, ma ridefinita a livello territoriale con gli atti aziendali, il che significa che per i pazienti non cambierà nulla in termini di assistenza. Non bisogna, infatti, confondere i primariati con i servizi. Le paure dei pazienti e dei loro familiari sono comprensibili, per questo ritengo opportuno l’intervento chiarificatore di Saitta. All’ospedale di Asti non verrà meno nulla per i pazienti diabetici e nessuno dovrà andare a Torino o altrove per farsi curare. E’ corretto distinguere tra la risposta specialistica ospedaliera per i casi più complessi, da quella che è la presa in carico del territorio dei malati cronici. La delibera sulla rete ospedaliera non prevedeva l’assegnazione della diabetologia, proprio perché si tratta di Servizio di natura principalmente territoriale che verrà poi definito con gli atti aziendali. Sarà, invece, molto importante il piano sull’assistenza territoriale che la Giunta ha annunciato di voler approvare entro giugno: è fondamentale, infatti, rafforzare i servizi sul territorio, a cominciare dall’assistenza domiciliare e dalla continuità assistenziale, per dare un’adeguata risposta alla domanda di salute legata alle cronicità che esula da quella ospedaliera.

Saitta replica all’appello di Sos Diabete

Sono rimasto sorpreso dall’appello lanciato da “SOS Diabete” di Asti relativamente ai servizi territoriali per i pazienti diabetici, dal momento che su questa questione erano stati forniti chiarimenti non solo in occasione della conferenza dei Sindaci dell’ASL di Asti, ma anche in un recente incontro del 6 febbraio scorso con le associazioni aderenti al coordinamento regionale delle persone con diabete.
Persistendo timori e preoccupazioni, torno sull’argomento e preciso quanto segue:
1-     la delibera integrativa sul riordino della rete ospedaliera del 23 gennaio 2015 (1-924), all’ allegato 1 punto 2 f, stabilisce che “con riferimento ad altre discipline relative a servizi di natura principalmente territoriale, quali ad esempio i Servizi di diabetologia, la loro definizione di dettaglio è rinviata alla redazione degli atti aziendali”.  Questo perché i casi più complessi devono trovare una risposta specialistica ospedaliera (infatti la SC di Endocrinologia secondo gli standard nazionali può essere assegnata solo a un ospedale DEA di II livello), mentre per la cronicità serve una presa in carico del territorio;
2-     sul piano organizzativo, quindi, la struttura verrà riconfigurata sul livello territoriale, considerata la vocazione prioritariamente finalizzata alla presa in carico del paziente ed alla gestione del percorso di prevenzione, diagnosi e cura della patologia (la presa in carico del paziente diabetico parte principalmente dal territorio in forma integrata tra diabetologi e medici di medicina generale), pur mantenendo anche le competenze svolte
a livello ospedaliero per il trattamento delle acuzie e delle complicanze. La struttura, quindi, non viene cancellata ma sarà riconsiderata non in ambito ospedaliero ma territoriale;
3-     la riconfigurazione della struttura sul livello territoriale è demandata
all’atto aziendale ed al relativo piano di organizzazione, che verrà
adottato una volta definite le linee guida regionali sulla riorganizzazione
della rete territoriale. Entro il mese di giugno vareremo il piano di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, e verranno così ricollocate quelle strutture che svolgono funzioni prettamente fondate sull’integrazione tra ospedale e territorio
4-     per quanto riguarda i servizi per pazienti non cambierà nulla: sarà garantito il mantenimento degli attuali servizi/attività erogate a favore dei cittadini.
Aggiungo, poi, che proprio sul territorio delle Province di Asti e Alessandria  sta
per partire la sperimentazione del PDTA Diabete (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) gestito in rete interaziendale: tale progetto prevede la differenzazione delle prestazioni diabetologiche per livelli di complessità e d’intensità di cura, lasciando all’ospedale il trattamento dell’acuzie e delle complicanze nonché le prestazioni di più elevata complessità, mentre il livello ambulatoriale extra-ospedaliero, integrato con la medicina generale, diventa l’ambito prioritario per la presa in carico e per il governo del percorso finalizzato alla prevenzione, diagnosi, cura e stabilizzazione della patologia cronica.

Trasmissione interventi consiliari seduta n. 047

Testo integrale degli interventi svolti da Angela Motta nella seduta consiliare n. 047 del 17 febbraio 2015.

Esame proposta di legge n. 36, inerente a “Nuove disposizioni in materia di agriturismo”

MOTTA Angela

Grazie, Presidente.

Credo che oggi sia una giornata importante, perché dopo qualche anno siamo riusciti ad approvare un iter, credo abbastanza velocemente, di una legge che è tanto attesa.

Sono migliaia in Piemonte le aziende agrituristiche e quelle di vendita diretta dei prodotti agricoli che in questi anni hanno chiesto il completamento dell’iter della riforma del settore. Se ne sentiva la necessità e soprattutto era necessario sopperire alle carenze più volte evidenziate da parte del comparto agrituristico.

In tal modo, il Piemonte finalmente si dota di una legge importante, che sarà uno strumento legislativo sicuramente più moderno che risponderà anche alle evoluzioni del mercato e alle esigenze del settore agricolo.

Quella che stiamo approvando è una legge che, a mio avviso, consentirà di riconoscere e valorizzare l’attività agricola, le tipicità piemontesi, il nostro territorio, ma soprattutto sarà fonte di reddito per le nostre aziende; sarà – speriamo – anche fonte di nuovo lavoro dal punto di vista delle aziende agricole, lavoro familiare all’interno delle stesse, ma anche di conservazione e tutela dell’ambiente.

Questa legge vuole semplificare le procedure legate all’apertura e all’ampliamento dell’attività e vuole, allo stesso tempo, tutelare le vere aziende agricole. Sappiamo che, purtroppo, l’agricoltura è costretta a fare i conti con un mercato sempre più esigente, con una crisi economica sempre più mordente, ma chiede di poter essere messa in condizioni di diversificare ed aumentare la qualità dei servizi offerti. Ritengo che questa legge glielo possa consentire.

Tra gli elementi che consideriamo innovativi, vogliamo sottolineare il fatto che i cibi utilizzati negli agriturismi debbano essere prodotti in proprio, almeno per una parte consistente, e acquistati da produttori del territorio, per la restante parte. Questo significa garantire qualità dei prodotti offerti ed ancorare l’esperienza agrituristica al territorio circostante.

E’ un aspetto che consideriamo centrale, soprattutto per valorizzare i nostri prodotti e presentare la qualità e le eccellenze locali, in vista di un’offerta turistica molto più ampia, che ha bisogno di caratterizzarsi in questo senso, per vincere la sfida del mercato e – come dicevo – la crisi economica.

L’agricoltura piemontese ha compiuto enormi cambiamenti negli ultimi anni. Le aziende che vogliono diversificare e che vogliono un’attività multifunzionale per la loro produzione possono convertire spazi in agriturismo – considerati comunque un patrimonio importante, anche paesaggistico – e possono garantire, così, con un’integrazione al reddito, un aiuto alla propria attività. Inoltre, con un’agevolazione anche dal punto di vista della legge e del quadro normativo, seppure questo debba essere molto preciso, nell’interesse stesso delle imprese agricole e dei consumatori, con l’approvazione di questa legge si potrà andare incontro a tutta una serie di necessità che questo mondo chiede e di cui necessita.

Tante cose sono già state dette nelle relazioni introduttive dei colleghi. Mi limito a ringraziare il Consigliere Gian Luca Vignale, che, come primo firmatario di questa proposta di legge, l’ha voluta condividere con l’Aula e, soprattutto, ha voluto fare molte consultazioni, nei mesi scorsi, con le associazioni di categoria, affinché la legge fosse condivisa il più possibile dal settore e potessero arrivare tutti i suggerimenti utili per una legge migliore.

Grazie anche a tutti i colleghi che hanno apportato modifiche importanti. Grazie all’Assessore Ferrero, che ci ha aiutato in questo confronto, anche con il supporto dei propri uffici.

Grazie a tutti noi, siamo arrivati alla conclusione di questo iter procedurale. Sono convinta che questa legge saprà rispondere ai problemi legati alla congiuntura economica, sapendo coniugare qualità dei servizi di ricettività e valorizzazione del territorio e dei prodotti locali.

Ritengo che il Piemonte possa essere orgoglioso di questa legge che andrà ad approvare e che credo sia unica anche a livello nazionale. Grazie.