“Consumo critico e ricette gustose”. Alla Douja d’Or ne parleranno Lo Chef Ugo Alciati e il Consigliere Angela Motta

Lunedì 14 settembre la Douja d’Or ospiterà l’incontro-dibattito organizzato dal Consigliere Angela Motta con lo Chef Ugo Alciati  per discutere della legge contro lo spreco alimentare e il recupero dei beni invenduti approvata lo scorso luglio e consegnata dal Consigliere al Santo Padre la scorsa settimana. Il provvedimento, di cui Angela Motta è prima firmataria, promuove interventi di recupero e valorizzazione di beni invenduti, prevalentemente alimentari, con fini economici, sociali e ambientali. Essa prevede lo stanziamento di 500 mila euro per l’anno 2015 da investire in attività a sostegno delle fasce più deboli della popolazione e, dunque, più esposte al rischio di impoverimento. Lo Chef Ugo Alciati sarà protagonista di un “Cooking Show”, durante il quale ci svelerà alcuni segreti per dimostrare quanto è semplice preparare ricette gustose senza sprechi.

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Il Consigliere Motta dal Santo Padre per consegnare la legge contro lo spreco alimentare

In occasione dell’udienza generale del Santo Padre di mercoledì scorso 2 settembre, il Consigliere Angela Motta ha incontrato e consegnato a Papa Francesco il testo di legge contro lo spreco alimentare approvata dal Consiglio regionale lo scorso 15 luglio. Il provvedimento, di cui il Consigliere Motta è prima firmataria, promuove interventi di recupero e valorizzazione di beni invenduti, prevalentemente alimentari, con fini economici, sociali e ambientali. Essa prevede lo stanziamento di 500 mila euro per l’anno 2015 da investire in attività a sostegno delle fasce più deboli della popolazione e, dunque, più esposte al rischio di impoverimento. Un altro aspetto importante da non sottovalutare è la ricaduta che tali interventi possono avere  in favore di una riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti. “Consegnare il testo di legge contro lo spreco alimentare e il recupero dei beni invenduti a Padre Francesco – ha commentato Angela Motta – è stata l’occasione per ribadire il mio impegno e quello della Regione a favore del sociale e della promozione di azioni concrete di contrasto alla povertà. E’ stata inoltre una grandissima emozione personale poter parlare direttamente con il Santo Padre che ha apprezzato l’iniziativa e ci ha invitati a proseguire su questa strada. Ricevendo i doni portati dal Piemonte, ha ricordato come la nostra terra e la nostra Provincia a cui lui si è detto molto legato, è ricca di cose buone e di buone azioni”. Insieme alla legge, sono stati consegnati al Papa un libro sul Piemonte, il documentario realizzato dall’Assessorato all’agricoltura sull’allevamento della razza piemontese e il volume di ricette astigiane illustrato con le vignette dell’Architetto Antonio Guarene.

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La Giunta Regionale approva il Patto regionale verticale

In attuazione della Legge di stabilità 2015, durante la seduta odierna della Giunta Regionale, è stato predisposto il secondo riparto del cosiddetto Patto regionale verticale incentivato, che consente di liberare spazi finanziari a favore degli enti locali per il pagamento di fatture commerciali giacenti e relative ad investimenti già effettuati pur restando nel Patto di stabilità. Com’è noto, infatti, i Comuni con popolazione superiore ai 1000 abitanti sono soggetti al vincolo del patto di stabilità che limita la possibilità di investimenti a rigide regole di bilancio e grazie a questo fondo “virtuale” possono effettuare operazioni sforando il patto.
Per quanto riguarda l’Astigiano, la cifra che verrà ripartita ammonta a 4 milioni 267 mila euro, di cui 251 mila destinati alla Provincia e il resto ai Comuni. In particolare, i Comuni interessati dal riparto sono: Agliano Terme 194 mila euro; Asti 966 mila euro; Baldichieri 63 mila euro; Buttigliera 41 mila euro; Calosso 202 mila euro; Canelli 464 mila euro; Castagnole delle Lanze 17 mila euro; Castagnole Monferrato 102 mila euro; Castello di Annone 111 mila euro; Cisterna 139 mila euro; Cocconato 32 mila euro; Costigliole 152 mila euro; Isola 49 mila euro; Mombaruzzo 97 mila euro; Mombercelli 41 mila euro; Moncalvo 49 mila euro; Montechiaro 107 mila euro; Montiglio 184 mila euro; Nizza 105 mila euro; Rocchetta Tanaro 225 mila euro; San Damiano 171 mila euro; Tigliole 33 mila euro; Villafranca 25 mila euro e Villanova 202 mila euro.

Approvata in sede legislativa una legge a sostegno delle imprese che hanno subito danni da calamità naturali

E’ stata approvata oggi in Commissione Lavori pubblici una legge che indennizza le imprese piemontesi rispetto ai danni alluvionali del 2014, al fine di sostenere il recupero delle attività produttive. Si è arrivati all’approvazione di questa legge dopo uno studio approfondito fatto da un gruppo di lavoro composto dai Consiglieri regionali Angela Motta, Elvio Rostagno, Giovanni Corgnati, Paolo Mighetti, Massimo Berutti e Marco Grimaldi. Lo stanziamento previsto dalla legge, per il biennio 2016 -2017, è di 4 milioni di euro all’anno inseriti in un Fondo, tramite Finpiemonte, il cui utilizzo dovrà essere disciplinato dalla Giunta regionale entro 60 giorni dall’approvazione della legge. “Con questa norma – precisa Angela Motta, relatrice di maggioranza della legge – si istituisce un Fondo a copertura dei danni subiti già per gli eventi calamitosi del 2014 e si crea uno stanziamento di emergenza per gli eventuali danni futuri. E’ nostra precisa intenzione creare, a seguito di gravi danni naturali, le migliori condizioni affinché sia possibile la continuità delle attività economiche e una ripresa in tempi certi”.

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La Regione Piemonte risponde al Comune di Nizza sul mancato finanziamento per la pedonalizzazione di Via Corsi.

Ferrero e Motta: “La politica non serve a modificare le graduatorie nei bandi pubblici”.

In relazione all’articolo pubblicato ieri, mercoledì 29 luglio, inerente il mancato finanziamento regionale dal Comune di Nizza Monferrato, Claudio Marocco, dirigente del settore competente riferisce quanto segue: “il bando regionale di finanziamento dei Programmi di qualificazione urbana – Percorsi urbani del commercio (Misura 5) ha visto la partecipazione di 50 Comuni piemontesi e tra questi il Comune di Nizza Monferrato. Il progetto di Nizza è stato valutato meritevole di finanziamento e si è collocato al 37° posto della graduatoria finale (assunta con DD n. 467 del 14/07/2015). Le risorse a disposizione hanno permesso di finanziare soltanto 11 progetti sui 50 presentati. La valutazione dei progetti viene effettuata sulla base dei criteri posti dalla deliberazione di riferimento (in questo caso la DGR n. 20-587 del 18/11/2014) nonché della determinazione dirigenziale attuativa del bando (DD n. 814 del 26/11/2014).  L’importo ammissibile al finanziamento regionale è stato stralciato della quota relativa al rifacimento della fognatura, ma tale stralcio non ha assolutamente inciso né sul punteggio finale né sulla valutazione complessiva del progetto. Il comune di Nizza – prosegue Marocco – è stato ricevuto dagli uffici nella fase preliminare di messa a punto del progetto e ha ricevuto le indicazioni di massima fornite a tutti i comuni richiedenti. L’ufficio, nei colloqui con le amministrazioni locali, non effettua né pre-istruttorie né si pronuncia sulle scelte di intervento che faranno poi parte integrante del progetto. La valutazione dei progetti avviene sia sugli aspetti “tecnici” relativi all’opera pubblica presentata, sia su quelli “programmatici” contenuti nella relazione allegata al progetto definitivo. La composizione del punteggio finale deriva dalla sommatoria di valutazioni “oggettive” (es. 3 punti in più per i comuni che non hanno mai ricevuto nessun finanziamento) e oggettive/soggettive nella valutazione del progetto e del documento programmatico, verificando la presenza delle informazioni richieste nel bando. Per Nizza, in particolare, ha giocato sfavorevolmente il fatto di essere già stato finanziato in passato per misure analoghe (non ha potuto avvalersi dei 3 punti in più). Inoltre, a fronte di un progetto tecnicamente sostenibile, è risultato debole il piano strategico che, sulla base delle informazioni e degli elementi presentati nell’analisi, non definisce in maniera chiara ed esaustiva gli obiettivi strategici, le misure e gli interventi che si ritiene siano prioritari, le strategie che si intendono perseguire, i soggetti che, oltre all’amministrazione comunale, verranno coinvolti nel piano di valorizzazione, gli interventi strutturali e immateriali, accompagnati dall’indicazione delle risorse necessarie e dei tempi di realizzazione preventivabili”. “Alla luce di quanto riferito dal Dott. Claudio Marocco – commentano l’Assessore Giorgio Ferrero e il Consigliere Angela Motta –  ribadiamo che poiché il finanziamento era legato ad un bando, la cui istruttoria è demandata, come sempre, strettamente agli uffici competenti, prendiamo le distanze da un’idea di politica che pensa ancora che gli amministratori eletti servano per intervenire a truccare i bandi pubblici a favore di amici o compagni di partito”.

L’Ente parchi di Asti è salvo

L’“Ente parchi e Riserve astigiani” è salvo. Questo è quanto è emerso al termine della seduta odierna del Consiglio Regionale, durante la quale si è votato il DDL 90 che prevedeva una riorganizzazione del sistema parchi del Piemonte e che, se approvato così come presentato, avrebbe comportato l’accorpamento della realtà astigiana con quella torinese “Colline del Po”. Tra le opposizioni avanzate nelle scorse settimane dal Consigliere Angela Motta “innanzitutto la specificità della realtà dell’Ente parchi astigiano che copre un territorio di oltre 1.300 ettari geograficamente omogeneo e che nulla ha a che vedere con la realtà torinese. E poi il museo Paleontologico,  una specificità assoluta, che vanta competenze e capacità accertate e uniche nel panorama regionale.  Un Museo che è stato realizzato grazie al costante e attento monitoraggio del patrimonio paleontologico della Regione Piemonte, con interventi che hanno portato al recupero di fossili importantissimi di milioni di anni fa. Alla luce di questo risultato voglio ringraziare la Giunta e i colleghi per l’appoggio, per aver saputo ascoltare un territorio e per aver considerato l’importanza di mantenere autonomo l’Ente astigiano. L’impegno ora è di valorizzare l’area paleontologica con specifici e successivi accordi con la rete museale torinese, per realizzare un progetto serio di rilancio turistico-culturale del distretto, di valorizzazione e conservazione delle aree protette e di sviluppo delle politiche ambientali”. Proprio in virtù della riconosciuta specificità della riserva astigiana, l’Ente parchi prenderà il nome di “Ente di gestione del Parco paleontologico astigiano”, al quale sono affidati in gestione il Parco naturale di Rocchetta Tanaro, la riserva naturale di Valle Andona, valle Botto e Valle Grande, la riserva naturale della Val Sarmassa e la struttura museale astigiana e dei geositi.

Esame disegno di legge n. 90, inerente a “Riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e nuove norme in materia di Sacri Monti. Modifica alla legga regionale 29 giugno 2009 n. 19 (Testo Unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”

MOTTA Angela

Grazie, Presidente.
Provo a vedere se quest’Aula un po’ sonnolenta magari si degna di attenzione.
Assessore, questo disegno di legge è l’ultimo di una serie inesorabile che sta portando ad un depauperamento dei servizi della provincia di Asti, proprio in un momento in cui questa provincia, invece, necessiterebbe di sostegno e di aiuto anche da parte della Regione.
Negli ultimi anni, l’Ente Parchi Astigiani ha sviluppato una progettualità e un’autonomia sulle tematiche paleontologiche, che sono connesse anche all’espansione del museo, che è collegato, ampiamente riconosciute anche dalla Regione Piemonte. Quindi, ci aspettavamo un rilancio turistico e culturale del distretto paleontologico; ci aspettavamo una valorizzazione e conservazione delle aree protette; ci aspettavamo uno sviluppo delle politiche ambientali. Invece assistiamo ad un accorpamento con le Colline del Po.
Ricordo che in audizione il Presidente ha detto palesemente che non ci volevano, perché non c’era compatibilità tra le due Aree naturali. E quindi stiamo facendo un matrimonio combinato, in cui i futuri coniugi non si vogliono sposare…
Anche per quanto riguarda il Museo paleontologico è previsto un accorpamento con il Museo di Scienze naturali; peccato che al momento quest’ultimo sia chiuso e che, pure quand’è aperto, non abbia certo brillato per efficienza: ricordiamo anzi – ed è stato palese durante la visita che i colleghi hanno fatto – che la sua caratteristica è quella di avere più materiale chiuso nelle casse in deposito, piuttosto che in esposizione; questo ci preoccupa molto per la gestione futura e per il futuro stesso del Museo astigiano.
Siamo certi che tutto questo non porterà alcun risparmio e siamo certi, invece, che porterà grande confusione nella gestione; e sicuramente non aiuterà e non valorizzerà né il Museo né l’Area naturale né il territorio astigiano.
Quindi, colleghi, dopo il ridimensionamento dell’Ospedale di Asti con la probabile perdita di cinque reparti, con la chiusura del cantiere della Valle Belbo che getta un’ombra sulla speranza di avere un ospedale sul Sud Artigiano e dopo gli accorpamenti che abbiamo visto e che vedremo – l’Ufficio scolastico provinciale, l’ATC e l’ARPA -, interviene adesso anche quello dei Parchi. E’ stato stoppato, per il momento, l’accorpamento con l’ATL, ma naturalmente non ci illudiamo che questo, nei prossimi mesi, non avvenga.
Ecco, la preoccupazione, quindi, è quella che la Giunta e gli Uffici regionali stiano ragionando come quel funzionario del Settore turismo che, durante una riunione alla presenza dell’Assessore Parigi e dei colleghi Ravetti e Allemano, ci spiegò, a proposito di un documento in cui non era inserita la Provincia di Asti, che la Provincia di Asti non esisteva più perché era stata accorpata dal Decreto Delrio. In quell’occasione c’era ancora Fabrizio Brignolo Presidente della Provincia e io chiesi a quel funzionario se l’avrebbe spiegato lui, al Presidente, di essere stato eletto illegittimamente e che la Provincia non esisteva più…
Allora, ci sembra che voi stiate ragionando come se quella Provincia non esista più, come se quella Provincia sia già stata accorpata con quella di Alessandria.

(Brusio in aula)

PRESIDENTE

Chiedo scusa: domando attenzione per consentire alla collega Motta di poter proseguire il suo intervento. Grazie.

MOTTA Angela

No, ma io non voglio neanche essere ascoltata: il mio intervento rimane a verbale. Io non ho questa pretesa; d’altra parte, non mi hanno ascoltata in tutto questo anno e non pretendo di venir ascoltata oggi.
Vorrei proprio approfittare di quest’occasione per ribadire che la Provincia di Asti esiste e che necessita di attenzione e di sostegno. E quindi anche io vi chiedo più coraggio e di avere una visione d’insieme, che al momento mi sembra mancare. Abbiamo bisogno di una politica globale e non della politica che state facendo, che è quella del “carciofo”, che – foglia dopo foglia – sta spogliando un territorio di ogni servizio, senza compensazioni. Anzi, l’unica compensazione che sembra arrivare è quella, forse, di un hub a Castello di Annone per i profughi. E questo certamente il territorio non lo può accettare. Questo territorio ha bisogno di politiche di sviluppo, ha bisogno di politiche sociali, culturali e ambientali forti per poter ripartire e per non essere più agli onori delle cronache solo per i fatti di sangue.
Parlando stamattina con il mio Capogruppo Gariglio, gli ho detto che forse, alla fine del dibattito, avrei potuto non votare questo provvedimento; ma naturalmente mi adeguo alle sue volontà: ha cercato di convincermi ad aspettare almeno una risposta da parte della Giunta, prima di decidere cosa fare e come esprimermi nel voto. La cosa certa è che oggi Davide non batterà Golia. Il mio voto, sia in un caso sia in un altro, non cambierà le sorti di questo provvedimento, però naturalmente – lo dico come battuta perché i colleghi sanno che non augurerei mai agli otto Consiglieri torinesi di decadere – se per caso un giorno questa Giunta si dovesse basare solo su un voto di maggioranza, si ricordi del mio intervento…

(Applausi provenienti dai banchi riservati ai Gruppi consiliari di opposizione)

MOTTA Angela

A parte le battute, mi auguro veramente dei segnali di cambiamento.
Abbiamo bisogno di attenzione…

(Commenti in aula)

PRESIDENTE

Chiedo scusa: domando silenzio all’Aula.
Prego, Consigliera Motta.

MOTTA Angela

Non sto parlando per me: sto parlando per un territorio, che – ripeto – ha bisogno di attenzione e di sostegno; e ha bisogno che questo avvenga già da oggi.
Grazie.

Dov’è la Lega Nord in Consiglio Regionale?

Facendo seguito alla lettera pubblicata ieri del Segretario Provinciale della Lega Nord Andrea Giaccone vorrei informare che, grazie agli emendamenti da me presentati l’Ente Parchi astigiano è salvo e manterrà la propria autonomia. Non solo, gli è stata riconosciuta anche la valenza paleontologica, tanto è vero che dal momento in cui verrà approvata la legge, l’Ente si chiamerà “Ente Parchi Paleontologico astigiano”. Anche per ciò che riguarda il Museo, è stata garantita la chiusura del lotto di lavori ancora da terminare, in quanto l’Assessore Parigi ha assicurato la disponibilità dei fondi per il completamento dell’opera. Il Museo verrà poi convenzionato con la rete museale torinese che saprà garantirne l’adeguata valenza. Questa battaglia è stata vinta non solo grazie al mio intervento, ma anche con il supporto dei colleghi di maggioranza Antonio Ferrentino e Silvana Accossato (Pd) e del collega di Forza Italia Gianluca Vignale. Ringrazio il Presidente Sergio Chiamparino e l’Assessore Alberto Valmaggia per aver saputo ascoltare e comprendere le richieste di un territorio. Mi spiace constatare, invece, che i due colleghi della Lega Nord in Consiglio non siano mai intervenuti in aula sulla questione.

Proseguimento esame proposta di legge n. 101, inerente a “Interventi urgenti conseguenti a eccezionali eventi meteorologici”

II Commissione – Riunione del 18 giugno 2015

(omissis)  

 

MOTTA Angela

Grazie, Presidente.

Credo che questa Commissione sia l’ultima occasione per trovare una soluzione che vada incontro alle cose che dicevano i colleghi prima, e cioè di dare risposta ai danni causati dalle calamità naturali.

Stavo leggendo un comunicato di un nostro parlamentare alessandrino che, per quanto riguarda l’agricoltura, dice che nel decreto, in un articolato, gli eventi calamitosi per l’agricoltura vengono considerati come gli eventi causati dalle malattie e dalle fitopatie. Questo è sicuramente un intervento importante sui privati, che credo possa essere preso a esempio anche per quanto riguarda il Piemonte per le calamità naturali e per i danni subiti dai privati.

E’ vero che in quest’ambito sta procedendo il Governo; noi siamo una Regione che non ha le stesse possibilità da questo punto di vista, ma certamente possiamo andare nella direzione di trovare una soluzione. Una soluzione può essere quella di rivedere, aggiornare e rendere più semplificata la legge regionale n. 38 del 29 giugno 1978, che disciplina e organizza gli interventi in dipendenza di calamità naturali.

Questa legge, che è certamente datata e che forse è diventata un po’ troppo burocratica, ha sicuramente bisogno di essere snellita e semplificata, però all’articolo 7 prevede tutta una serie di misure per i danni ai privati. Quindi riteniamo che lo strumento legislativo ci sia, ma che debba essere rivisto e aggiornato. Di conseguenza, la proposta che ci sentiamo di fare è di rivedere questa legge, sempre in una Commissione legislativa, quindi continuando in questo senso, ma prendendo l’articolato e le sollecitazioni che arrivano dalla legge che stiamo discutendo adesso. In pratica, fare una riorganizzazione prendendo quello che è utile dalla legge presentata dai colleghi di Forza Italia e riammodernare la legge regionale n. 38, in modo da renderla fruibile e rendere questo strumento utilizzabile e semplice.

Naturalmente noi siamo disponibili a lavorare in questa direzione e siamo assolutamente convinti che la titolarità di questa nuova legge, o comunque di riforma della legge, debba essere del Gruppo di Forza Italia, in modo che il Gruppo possa rivendicare l’azione politica che vuole rivendicare con la legge che ha proposto. Dunque niente “cappello” da parte della maggioranza, ma collaborazione da parte della stessa per rendere lo strumento della legge n. 38 utile e agevole.

Questa ci sembra una proposta ragionevole su cui possiamo lavorare, in modo da non avere una legge vuota senza fondi dedicati come sarebbe quella che rischieremmo di approvare alla fine di questa Commissione. Se questa proposta può essere accettata e discussa, possiamo lavorare in questo senso. In caso contrario, questo strumento della legge presentata dal Gruppo Forza Italia rischierebbe di essere una legge senza fondi e quindi comunque vana.

(omissis)

Danni da calamità naturali: entro la fine di settembre la graduatoria dei finanziamenti ai diversi interventi

Durante la seduta odierna del Consiglio Regionale l’Assessore ai Trasporti Francesco Balocco, interrogato dal Consigliere Angela Motta, ha fornito risposte in merito al rimborso dei danni provocati nell’Astigiano dalle forti piogge dello scorso marzo.  “Le piogge del 25 e 26 marzo scorso – ha spiegato Angela Motta – hanno causato, in particolar modo nel territorio del Sud Astigiano, numerosi danni e interruzioni alla rete stradale principale, al punto da rendere necessaria la richiesta da parte della Provincia della dichiarazione dello stato di calamità naturale. Nonostante la Provincia di Asti sia intervenuta con lavori tampone per la somma di 2 milioni di euro, sono necessarie ulteriori risorse per sanare definitivamente il problema”. L’Assessore Balocco ha fatto sapere che “a seguito  della ricognizione effettuata sul territorio da parte degli uffici competenti sono stati quantificati gli oneri relativi ai singoli interventi, che per la Provincia di Asti ammontano a 25 milioni e 500 mila euro circa. Gli uffici hanno già iniziato le operazioni di valutazione dei lavori al fine di predisporre, entro il mese di settembre, l’elenco dei finanziamenti sulla base delle somme stanziate. Naturalmente l’elenco verrà stilato sulla base di criteri di priorità”.