Esame proposta di deliberazione n. 40 “L.r. n. 15/2011. Piano regionale di coordinamento per la realizzazione di nuovi cimiteri e crematori” (seguito)

MOTTA Angela
Interveniamo per dichiarazione di voto come Gruppo del Partito Democratico e l’intervento sarà molto breve.
Il voto del Gruppo del PD è favorevole alla deliberazione della Giunta regionale relativa al Piano di coordinamento per la realizzazione dei nuovi cimiteri e dei crematori.
La discussione che c’è stata in Commissione è stata molto costruttiva e molto amplia e credo che nessuno di noi – lo ribadisco – voglia creare regimi di monopolio, soprattutto in questa Regione.
Ci siamo posti però la domanda se potevamo lasciare la situazione attuale non regolamentata. Com’era stato detto precedentemente, era una situazione in cui ci potevano essere investimenti fatti anche dal pubblico – perché non dimentichiamo che molti di questi impianti sono gestiti da enti pubblici – e se potevamo effettivamente creare delle condizioni per cui il mercato potesse mettere in difficoltà le situazioni che già esistono.
La domanda quindi è certamente complicata, ovvero se liberalizzare completamente il mercato o in qualche modo regolamentarlo. E’ una discussione che all’interno di quest’Aula è stata fatta e si è andati verso una decisione che crediamo corretta, cioè quella di regolamentare con una mediazione che l’Assessorato ha accettato e che ci sembra una buona soluzione.
Infatti, non mantiene l’esistente, perché ricordo che c’è una clausola che prevede che i progetti e gli investimenti già avviati che riguardano ingenti impegni di investimenti futuri possono essere realizzati e non vengono certamente interrotti con questa deliberazione.
Quindi, non si chiude all’esistente, ma si regolamenta una situazione che va anche a soddisfare un criterio che la legge stessa richiede.
Inoltre, abbiamo considerato la situazione di altre Regioni che hanno deliberato prima di noi. I Piani regionali di coordinamento dei crematori che sono stati realizzati in altre Regioni – e faccio tre esempi su tutti che hanno Amministrazioni diverse tra loro come la Lombardia, il Veneto e la Toscana – si basano sugli stessi nostri criteri, ovvero sulla base della popolazione residente, sull’indice di mortalità e sui dati statistici relativi alla scelta crematoria da parte dei cittadini in ciascun Comune.
Pertanto, siamo assolutamente allineati con le maggiori Regioni che da questo punto di vista hanno legiferato prima di noi.
Credo che stiamo facendo una buona operazione. E’ una situazione che ci ha visti anche preoccupati, ma crediamo di avere raggiunto una mediazione soddisfacente.
Ricordo che questa deliberazione non parla solo dei Piani di coordinamento dei crematori, ma ci sono altre due questioni che voglio sottolineare perché credo siano importanti. La prima riguarda la costituzione e relativa regolamentazione delle sale di commiato che sono un aspetto importante, soprattutto per coloro che sono laici e che quindi non vogliono un rito religioso. In tal modo possono soddisfare anche le loro esigenze e i loro valori, che vengono manifestati in un momento difficile com’è quello della morte di un familiare o di un congiunto.
Inoltre, vi sono i cimiteri per gli animali, in base a una richiesta che era stata fatta già da tanti anni.
Ritengo che questa regolamentazione per il Piemonte sia nel segno di una grande civiltà.

Il Consiglio Regionale delibera la normativa su nuovi cimiteri e crematori

Il Consiglio Regionale ha approvato ieri la delibera di Giunta inerente la realizzazione di nuovi cimiteri e crematori. In particolare, per quanto riguarda i nuovi crematori, al di fuori dell’area della città metropolitana, sono stati fissati tre criteri fondamentali: l’impianto dovrà realizzare almeno 1200 – 1300 cremazioni all’anno; avere un bacino di utenza di riferimento di 500 mila abitanti, (numero raggiungibile anche attraverso associazioni di Comuni, Unioni o convenzioni) che corrisponde a circa 5 mila decessi annui e mantenere una distanza minima di 50 Km da una struttura all’altra, garantendo, comunque, la realizzazione di un impianto ogni provincia. ”Questo passaggio – ha spiegato Il Consigliere Angela Motta –  è una garanzia importante per la nostra provincia che ha visto la realizzazione da pochi mesi di un forno crematorio gestito dall’ASP”.Si è altresì stabilita la necessità che i cimiteri di nuova costruzione o in fase di ampliamento o ristrutturazione siano dotati di una sala di commiato, in grado di  svolgere un’importante funzione soprattutto per coloro che scelgono un funerale laico e si richiama la disciplina per l’istituzione dei cimiteri per animali d’affezione, segno di grande civiltà. “Nessuno vuole creare regimi di monopolio – ha aggiunto Angela Motta – ma non potevamo lasciare una situazione non regolamentata, all’interno della quale sono stati fatti anche investimenti pubblici. Siamo giunti a una buona soluzione di mediazione, che non mantiene solo l’esistente ma prevede una clausola a favore anche dei progetti già avviati”. L’assessore alla Sanità Antonio Saitta, presentando la delibera ha affermato che “si tratta di un documento equilibrato, che salvaguarda gli impianti esistenti, specie quelli in fase di avvio, contemperando la liberalizzazione e la necessità di regolamentare e che recepisce le raccomandazioni del Consiglio delle autonomie locali per i piccoli Comuni”.

Interventi dell’oratore MOTTA Angela della seduta n. 053 del 03/03/2015

Esame ordine del giorno n. 225 presentato dal Consigliere Marrone, inerente a “Scongiurare la chiusura o la riduzione degli uffici postali in piccoli Comuni”

MOTTA Angela

Grazie, Presidente.

Molto velocemente, ringrazio il Consigliere Ottria per aver accettato di modificare il suo ordine del giorno integrandolo con le problematiche che riguardano l’Astigiano.

I tagli degli uffici postali, anche nella provincia di Asti, porterebbero, come aveva anticipato, la chiusura degli sportelli in Montemarzo, una frazione di Asti, e di Castagnole delle Lanze, Comune della nostra provincia, oltre alla riduzione dell’orario settimanale in altri 29 Comuni.

L’impegno di questo ordine del giorno è quello di evidenziare che le esigenze della razionalizzazione, che pur possiamo anche comprendere, possono creare notevoli disagi, soprattutto nei piccoli Comuni, che rischierebbero una forte marginalizzazione. Le ricadute del piano di razionalizzazione, come potete immaginare, andrebbero ad interessare Comuni piccoli, medi e, soprattutto, montani, con una popolazione in buona parte anziana, talvolta già privi di altre strutture essenziali e fortemente interessati a non perdere servizi. Molti di questi Comuni sono impegnati a rendere appetibile il loro territorio, valorizzato anche con il riconoscimento UNESCO.

Le problematiche, le difficoltà e i disagi sarebbero veramente tanti. Ricordo che nell’Astigiano, oltre alla chiusura e alla riduzione di orario, in alcuni Comuni le poste funzionano solo tre o quattro giorni alla settimana.

Voglio elencare velocemente i Comuni interessati, in modo che rimanga a verbale: Azzano, Berzano San Pietro, Bruno, Casorzo, Castelletto Molina, Castel Rocchero, Castelnuovo Calcea, Cerreto, Cinaglio, Cisterna, Corsione, Cortanze, Cunico, Fontanile, Grazzano Badoglio, Maranzana, Moasca, Mombaldone, Penango, Pino d’Asti (quindi ricordo all’Assessore di sostenere anche il suo Comune), Quaranti, Robella, Rocca d’Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Settime, Viale e Villa San Secondo.

Gli uffici postali sono un punto di riferimento per la popolazione delle nostre comunità periferiche; sono considerati non solo come un semplice e fondamentale erogatore di servizio, ma proprio come un forte presidio in cui la presenza dello Stato è importante. Sono quindi necessari.

Chiediamo un impegno alla Giunta e al Presidente Chiamparino di approfondire al più presto quelle che potrebbero essere le ricadute del piano di riorganizzazione che in Piemonte prevede la chiusura di 40 sedi ed il depotenziamento di oltre 130, penalizzando decisamente i piccoli Comuni e le Comunità montane.

Grazie.

Il Consigliere Angela Motta alla vedova del tabaccaio ucciso: “Subito le telecamere e una App per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini”

Stamattina il Consigliere Angela Motta ha fatto visita alla vedova del tabaccaio ucciso in Corso Alba due mesi fa per portare la propria solidarietà e la disponibilità a collaborare con la signora affinché possa riprendere la sua attività al più presto. “E’ necessario sollecitare il Comune – ha detto Angela Motta – affinché installi le telecamere subito e non a fine anno, in modo che la signora possa riprendere la sua attività senza paura. Si tratta di un intervento che garantirebbe maggiore tranquillità non soltanto alla giovane vedova, ma tutta la comunità. Come Consigliere regionale, l’impegno che prendo è di valutare, insieme all’Assessore competente Giovanni Ferraris, nuove opportunità fornite dalla tecnologia che consentano di aumentare il livello di sicurezza dei nostri cittadini. La soluzione a cui penso è l’attivazione di un’App grazie alla quale tramite un semplice cellulare è possibile comunicare con le forze dell’ordine e segnalare macchine, movimenti o persone sospette. Tutto ciò fa sì che si crei una rete di solidarietà tra i cittadini, che consente di vivere una città più sicura e tranquilla. Un servizio che, naturalmente, si affianca all’inteso e prezioso lavoro che quotidianamente le nostre forze dell’ordine svolgono sul territorio a tutela della nostra incolumità e sicurezza”.

Il Consiglio regionale chiede l’intervento del Ministero del Tesoro per rivedere la razionalizzazione degli uffici postali

E’ stato approvato ieri in Consiglio regionale l’Ordine del giorno n. 210 inerente “Piano di razionalizzazione degli uffici e sportelli postali”,
con il quale si impegna la Giunta piemontese “a sollecitare il Ministero del Tesoro, in quanto azionista di riferimento di Poste Italiane Spa, affinché il piano di razionalizzazione degli uffici e sportelli postali sia riesaminato; ad avviare un confronto con la direzione regionale di Poste Italiane e con tutte le amministrazioni locali coinvolte sugli effetti di una razionalizzazione del servizio postale, in modo tale che il piano sia il più aderente possibile alle reali esigenze del territorio”. Questo impegno è stato chiesto anche per la provincia di Asti, per cui i tagli degli uffici postali porterebbero alla chiusura degli sportelli di Montemarzo e Castagnole Lanze e alla riduzione dell’orario settimanale in altri 29 comuni. “Una misura – ha commentato il Consigliere Angela Motta – che avrebbe ricadute pesanti e fortemente penalizzanti per gli abitanti, in particolare anziani, di molti dei piccoli Comuni della nostra provincia, che cadrebbero vittime di una ulteriore marginalizzazione. Non è pensabile privare comunità, seppur piccole, di importanti servizi come quelli erogati dagli uffici postali, la cui presenza capillare nei piccoli centri del nostro territorio, è fondamentale per la popolazione, in particolar modo per gli anziani e le persone con mobilità ridotta, nonché incentivo a non lasciare il piccolo centro abitato, evitando così lo spopolamento di ampie porzioni di territorio. Tutti i Sindaci dei Comuni interessati dalla manovra hanno già manifestato la propria contrarietà”. I comuni astigiani interessati dalla riduzione dell’orario sarebbero: Azzano, Berzano San Pietro, Bruno, Casorzo, Castelletto Molina, Castel Rocchero, Castelnuovo Calcea, Cerreto, Cinaglio, Cisterna, Corsione, Cortanze, Cunico, Fontanile, Grazzano Badoglio, Maranzana, Moasca, Mombaldone, Penango, Pino d’Asti, Quaranti, Robella, Rocca d’Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Settime, Viale, Villa San Secondo.